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Caiazzo

comune in provincia di Caserta (17 km), 200 m s.m., 36,92 km², 5879 ab. (caiatini), patrono: santo Stefano di Caiazzo (29 ottobre).

Centro posto su un dosso collinare alla destra del fiume Volturno. L'antica Caiatia, fondata forse dagli Osci, poi importante centro sannitico, quindi municipio romano, fiorì sia in età repubblicana sia in epoca imperiale. Dopo la guerra gotico-bizantina (551) l'imperatore Giustiniano lo concesse in feudo all'abbazia di Montecassino; in seguito fece parte del ducato longobardo di Benevento, passando quindi alla Contea di Capua (847). Divenne sede vescovile nel sec. IX. Fu contea degli Angioini (seconda metà del sec. XIII) e marchesato della famiglia Corsi di Firenze (fine del sec. XV). Nel 1799 l'esercito napoletano vi sconfisse le truppe francesi del generale Mac Donald. Fra il 19 e il 25 settembre 1860 fu aspramente conteso tra i garibaldini e le truppe borboniche. § Il paese conserva scarsi resti romani, ma numerosi monumenti di età barocca, tra cui spiccano il Palazzo Vescovile e la cattedrale, il cui interno, a croce latina a tre navate, custodisce pregevoli dipinti e due statue in argento dei sec. XVII-XVIII. La chiesa di San Francesco (sec. XIV ma successivamente rimaneggiata) conserva della primitiva costruzione il presbiterio e la sagrestia. Alla stessa epoca, ma molto alterata, risale la cosiddetta “casa di Pier delle Vigne”. La chiesa dell'Annunziata ha un portale rinascimentale (1498) e, nell'interno, una tela di Francesco de Mura (Annunciazione, sec. XVIII). Il castello longobardo, a dominio della valle, si presenta nel suo rifacimento ottocentesco. Nei pressi è un breve tratto della cinta muraria quattrocentesca, mentre molte torri sono state trasformate in abitazioni. § Nella piana di Caiazzo, una tra le zone più fertili della Campania, si coltivano cereali, uva, olive, ortaggi e frutta, mentre le aree a pascolo sono destinate all'allevamento bovino. È sviluppata la produzione artigianale di olio e latticini.