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Dìsputa degli Antichi e dei Moderni

denominazione(Querelle des Anciens et des Modernes) sotto la quale sono note le varie fasi della disputa che nei sec. XVII e XVIII oppose in Francia i sostenitori dei meriti degli scrittori antichi e i sostenitori di una letteratura moderna e della supremazia del francese. Una recrudescenza della polemica (che aveva già avuto inizio a proposito del Cid di Corneille) si ebbe quando Perrault lesse all'Académie Française il suo poema Le siècle de Louis le Grand (1687), che provocò la risposta di La Fontaine (Épître à M. Huet). Intervennero Fontenelle per i Moderni (Digression sur les Anciens et les Modernes), ancora Perrault con Parallèles des Anciens et des Modernes, per gli Antichi, La Bruyère e (con Réflexions sur Longin) Boileau (1694). Dopo un periodo di quiete, la polemica divampò nuovamente a proposito di Omero e della traduzione dell'Iliade di Houdar de La Motte (1714). I Moderni ebbero spesso dalla loro parte il re, ma soprattutto la scienza e la filosofia con la sua idea di progresso indefinito. Il dibattito tuttavia rimaneva limitato ai contenuti, trascurando il punto essenziale dell'ispirazione e della bellezza. Grazie ai Moderni, i generi “secondari” ricevettero nuovo impulso.

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