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David, Jacques-Louis

pittore francese (Parigi 1748-Bruxelles 1825). Fu allievo di J.-M. Vien, mediocre paesaggista di gusto classicheggiante, e con lui si recò a Roma nel 1775, anno in cui vinse il Prix de Rome con il dipinto Gli amori di Antioco e Stratonice che gli era stato rifiutato negli anni precedenti. A Roma ebbe interesse per la pittura bolognese dei Carracci, del Reni e del Domenichino, ma fu attratto soprattutto dalla scultura antica. Dopo lunghi studi e disegni di monumenti del passato maturò quello stile neoclassico che doveva contraddistinguere tutta la sua opera. Nel 1779 dipinse a Roma I funerali di Patroclo (Dublino, National Gallery of Ireland) che espose al suo rientro in Francia al Salon del 1781 e del quale restano due disegni preparatori (Louvre, Cabinet des Dessins e Musée d'Honfleur). Nello stesso anno presentò altri due capolavori come il Ritratto del Conte Stanislas Potocki (Varsavia, Museo Nazionale) e il Belisario (Lille, Musée des Beaux-Arts). Al 1783 risale il Compianto di Andromaca sul corpo di Ettore (Parigi, Ècole Nationale des Beaux-Arts), quadro che gli assicurò la nomina di accademico. La morte di Socrate (New York, Metropolitan Museum) fu esposto al Salon del 1787 e Paride ed Elena (Parigi, Louvre) a quello del 1789. Il dipinto Littori che riportano a Bruto i corpi dei suoi figli perché siano sepolti (Parigi, Louvre) fu esposto nel 1789 mentre si dava l'assalto alla Bastiglia e, nonostante l'argomento di storia romana, celava le intenzioni libertarie di David, tanto che la Corte tentò di impedirne l'esposizione. Amico di Robespierre, durante la Rivoluzione partecipò attivamente alla vita pubblica, diventando deputato della Convenzione e membro del Comitato di Salute Pubblica. Nel 1790 i giacobini gli chiesero di dipingere Il giuramento della Pallacorda (Parigi, Versailles), ma l'opera non fu mai terminata e ne resta soltanto il bozzetto. Nel Marat assassinato (1793, Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts) David affrontò nuovamente un tema di storia contemporanea ritraendo la scena con crudo realismo. Alla caduta di Robespierre venne arrestato e imprigionato; liberato nel dicembre del 1794, fu nuovamente incarcerato nel maggio del 1795 per essere definitivamente amnistiato nell'ottobre dello stesso anno. Nel 1799 portò a termine il dipinto Le Sabine (Parigi, Louvre), opera costruita secondo i canoni del bello ideale, quasi un manifesto del neoclassicismo, che espose al Salon per quattro anni di seguito. Quando Napoleone salì al potere David gli fu al fianco e nel 1804 diventò suo primo pittore, esaltandone l'epopea con i suoi dipinti. Nel 1800 fece il primo ritratto di Bonaparte nel Napoleone varca le Alpi al Gran San Bernardo (Malmaison, Musée National) e in seguito l'imperatore gli ordinò quattro immense tele delle quali vennero eseguite solo due: la Consacrazione di Napoleone (1805-07; Parigi, Louvre) e La distribuzione delle Aquile (1810; Versailles, Museo); oltre al bozzetto dell'Ingresso di Napoleone all'Hôtel de Ville (1805, Parigi, Louvre, Cabinet des Dessins). La prima, dove ogni personaggio e ogni particolare sono trattati con meticolosa cura allo scopo di esaltare con fasto grandioso l'avvenimento, è un capolavoro della pittura a soggetto storico di David . L'artista dipinse anche numerosi ritratti, eccellenti per la fine indagine psicologica e per la grazia della composizione (Madame Récamier; M. et Mme Sériziat; Pio VII, tutti al Louvre). La sua attività pittorica si intersecò con gli incarichi ufficiali; nel suo atelier passarono allievi come Ingres, Gros, Gérard, Girodet. Con la caduta di Napoleone e il ritorno dei Borbone David fu costretto ad andare in esilio e si stabilì a Bruxelles, dove restò fino alla morte.

Bibliografia

L. Hautecoeur, Louis David, Parigi, 1948; A. Gonzales-Palacios, David e la pittura napoleonica, Milano, 1967.