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Fær Øer

arcipelago (1399 km²; 48.219 ab. (stima 2006), 35 ab./km², capoluogo Thorshavn) dell'oceano Atlantico, costituito da ventidue isole maggiori, di cui diciassette abitate (principali quelle di Strømø, Østerø, Vågø, Suderø e Sandø) e da numerose isole minori , comprese tra i 61° 26´ e i 62° 24´di latitudine N e i 6° 15´ e i 7° 41´ di longitudine W. Amministrativamente è un territorio esterno della Danimarca. Poste a eguale distanza dalla Scozia e dall'Islanda, poggiano sulla dorsale sottomarina che unisce le isole Britanniche alla Groenlandia e sono divise tra loro da profondi canali. Di origine vulcanica, a causa dell'erosione glaciale hanno forme molto aspre (882 m del monte Slættaretindur nell'isola di Østerø) e si elevano sul mare con imponenti falesie basaltiche; il clima, di tipo oceanico, mitigato dalla corrente del Golfo, è caratterizzato da abbondanti precipitazioni (1590 mm annui), da frequenti nebbie e da forti venti che impediscono la crescita di alberi. La vegetazione è perciò di tipo erbaceo-arbustivo. Gli abitanti, di etnia scandinava e di religione prevalentemente protestante (evangelica-luterana), sono dediti all'allevamento ovino (Fær Øer significa, infatti, isole delle pecore), all'agricoltura (foraggi, patate) e soprattutto alla pesca di aringhe e merluzzi, che alimenta l'industria conserviera. Gli abitanti, di lingua danese (che è la lingua ufficiale, ma si parla il färingio) e di religione protestante, sono dediti all'allevamento ovino, all'agricoltura (foraggi, patate) e soprattutto alla pesca di aringhe e merluzzi. È praticata anche la caccia alla balena. Dal 1948 l'arcipelago ha un'amministrazione autonoma composta da trentadue membri, ma è rappresentato da due delegati nel Parlamento danese; amministrativamente è diviso nei distretti di Norderøernes, Østerø, Strømø, Vågø, Sandø, Suderø settentrionale e Suderø meridionale. Lingua ufficiale danese, ma si parla anche faroese e inglese. In danese Fæerrøerne; in faroese, Föroyar.§ Colonizzate dai Vichinghi attorno al sec. VII, nel 1035 le isole divennerono colonie della corona norvegese. Dalla fine del sec. XIV, per quattro secoli, le Fær Øer rimasero appannaggio della corona norvegese. Nel 1814, con la Pace di Kiel, la Danimarca cedette la Norvegia alla Svezia e in compenso ne ebbe le Fær Øer, l'Islanda e la Groenlandia. Nel 1852 fu ristabilito il Lagting (Parlamento delle isole) ancorché i poteri effettivi spettassero a un delegato del governo danese. Ben presto sorsero due correnti: l'una unionista e l'altra separatista. Durante la seconda guerra mondiale l'occupazione delle isole da parte delle truppe britanniche rafforzò la tendenza autonomistica. Tuttavia l'amministrazione instaurata dalla Danimarca nel 1948 ha condizionato il processo separatista. Nel marzo 2000 sono stati avviati i negoziati sull'indipendenza con il governo danese. Le Fær Øer non fanno parte dell'Unione Europea.