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Groenlàndia

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Generalità

Isola dell'oceano Atlantico settentrionale che, con una superficie di 2.166.000 km² (compresi 44.800 km² delle isole costiere), è la più vasta della Terra. È separata dall'Arcipelago Artico Americano a W tramite lo stretto di Davis, la baia di Baffin e lo stretto di Nares, dalle isole Svalbard a NE tramite il Mare di Groenlandia e dall'Islanda a SE tramite lo stretto di Danimarca: a N si affaccia al Mar Glaciale Artico. Amministrativamente la Groenlandia, che ha una popolazione di 56.901 ab. (stima 2006), fa parte della Danimarca: in seguito al referendum del gennaio 1979, il 1° maggio dello stesso anno l'isola ha acquisito lo statuto di regione autonoma. Il governo danese, che è responsabile delle sole questioni concernenti la giustizia, gli affari esteri e la difesa, è rappresentato da un Alto Commissario (Rigsombudsman), residente a Godthåb. La maggior parte delle altre funzioni sono trattate da un organismo di autogoverno (Landsstyre), eletto dal Parlamento locale (Landsting, composto da 31 membri eletti con sistema proporzionale ogni quattro anni). L'isola ha rappresentanza propria nel Consiglio Nordico ed è componente della Conferenza Circumpolare Inuit. Capoluogo è Godthåb, sulla costa sudoccidentale dell'isola. Lingue ufficiali sono il danese e il groenlandese. In danese, Grønland; in inglese, Greenland; in groenlandese Kalaallit Nunaat.

Geografia fisica

Estesa per 5-6 km a N del Circolo Polare Artico, si allunga per oltre 2500 km dal capo Morris Jesup al capo Farvel (coordinate: 84º - 60´ N; long. 73º - 12´ W), con una larghezza massima di 1200 km. Enorme blocco di rocce metamorfiche e intrusive, separatosi dallo Scudo Canadese nell'era archeozoica, l'isola venne parzialmente sommersa dal mare tra la fine del Mesozoico e l'inizio del Cenozoico; le sue strutture mostrano le tracce di tre o quattro movimenti orogenetici. La Groenlandia è ricoperta da una spessa coltre di ghiaccio (solo 341.700 km², pari al 15,7% della superficie, ne sono liberi), detta inlandsis, il cui spessore medio è di 1515 m, massimo di 2000 m. Dalle fronti dei ghiacciai che giungono fino al livello del mare le onde strappano enormi blocchi di ghiaccio (icebergs) , che poi le correnti portano a più basse latitudini. Dove la costa è libera dai ghiacci, appare incisa da profondi fiordi e orlata da alte montagne (monte Gunnbjørns, 3700 m; monte Forel, 3383 m; monti di Petermann, 2940 m). Per scopi esclusivamente scientifici, sono state compiute perforazioni della calotta glaciale nei punti di massimo spessore (ca. 3000 m), dove si ritiene che l'età del ghiaccio di base, stimata in 200 000 anni, possa fornire indicazioni ca. i caratteri fisici e la composizione chimica dell'atmosfera di quell'epoca, come importante contributo alla ricostruzione della storia del clima e dell'ambiente sul pianeta. Il clima, pur essendo rigido ovunque, è più mite verso S e verso W, dove il litorale è lambito da una corrente marina relativamente tiepida: a Ivigtut, nel settore meridionale, la temperatura media va dai 9,9 ºC del mese più caldo (luglio) ai -7,9 ºC del mese più freddo (febbraio), mentre a Upernavik, nel settore settentrionale dell'isola, le temperature corrispondenti sono di 4,9 ºC e di -23 ºC. Al pari della temperatura, le precipitazioni diminuiscono da S a N, passando dai 1130 mm annui di Ivigtut ai 230 mm annui di Upernavik.

Geografia umana

La popolazione, pur derivando dall'originario ceppo eschimese, ha assunto caratteri peculiari dopo essere venuta a contatto con gli immigrati europei; si suole suddividere in tre gruppi: Groenlandesi orientali, Groenlandesi occidentali e Eschimesi Ita o Polari . Questi ultimi costituiscono il nucleo umano più settentrionale non solo dell'isola, ma della Terra in genere. Lingue d'uso sono il danese e l'inglese, ma vengono normalmente parlati idiomi locali. Nonostante le scarse risorse e le difficili condizioni ambientali, la popolazione della Groenlandia ha fatto registrare, durante il sec. XX, un notevole incremento: dai 12.000 ab. del 1901 è passata, secondo le stime più recenti, a 56.000 ab., ma il tasso di crescita si è fortemente attenuato verso la fine del secolo, stabilizzandosi intorno all'1% annuo. Sul totale della popolazione ca. 9500 sono gli stranieri residenti (in prevalenza Danesi). Assai più popolata appare la Groenlandia occidentale, con oltre il 90% del totale degli abitanti, mentre la popolazione della Groenlandia orientale è per lo più concentrata nel centro principale Angmagssalik e nella Groenlandia settentrionale risultano residenti meno di un migliaio di persone. La maggior parte dei centri abitati si trova sulle isole che attorniano la Groenlandia o nella parte più esterna della fascia costiera . Il nomadismo ha ormai lasciato il posto a forme d'insediamento stabile. I nuclei abitati (fra grandi e piccoli se ne contano oltre un centinaio, per lo più lungo la costa occidentale) accolgono una popolazione che generalmente raggiunge appena i 1000 abitanti. Tra i centri maggiori, il più popoloso è Godthåb, il capoluogo, che conta 13.838 ab.(2000); situato allo sbocco dell'Ameralik Fjord, è dotato di una stazione meteorologica e di una stazione radio. Seguono, per importanza, Holsteinsborg, Sukkertoppen, Egedesminde, Julianehåb, Ilulissat (o Jakobshavn) , Nanortalik, Umanak, Angmagssalik e, inoltre, Thule.

Economia

La tradizionale attività della caccia (foche, balene, orsi), un tempo di gran lunga prevalente, è ormai relegata a un ruolo marginale, mentre l'allevamento (volpi bianche, renne, ovini) è rimasto stazionario. L'economia di questa grande isola artica dipende largamente dagli aiuti della Danimarca: nel 1993 il contributo finanziario della madrepatria è stato pari alla metà del bilancio del territorio. I principali redditi locali derivano dalla pesca e dalle attività minerarie. La prima riguarda essenzialmente il merluzzo, il cui prodotto alimenta le industrie conserviere. Tuttavia, la pesca del merluzzo ha avuto un certo calo e, tra il 1990 e il 1993, le esportazioni di pesce hanno registrato un decremento del 35%. Le risorse del sottosuolo appaiono cospicue specie per quanto riguarda la criolite, minerale usato per l'elettrometallurgia dell'alluminio, che viene totalmente esportato. Tra gli altri prodotti vi sono grafite, carbone, piombo e zinco. Piuttosto florido è l'artigianato dell'intaglio dell'avorio e del legno. Nel 1993 sono stati scoperti in Groenlandia giacimenti di petrolio e di oro, sul cui sfruttamento sono iniziate le discussioni tra la Danimarca e il governo autonomo groenlandese. A Camp Century è stato installato un reattore nucleare di potenza. Per le comunicazioni, hanno un certo rilievo il centro di Thule, scalo aereo sulla rotta polare Stoccolma-San Francisco, e la base Søndre Strømfjord, istituita come scalo sulle linee aeree dall'Europa al Nordamerica.L'interesse economico per la Groenlandia è stato sollecitato, sul finire degli anni Ottanta, da prospezioni petrolifere condotte lungo la costa orientale, dove la presenza di giacimenti di idrocarburi è ritenuta probabile a latitudini comprese fra i 67° e i 72° N, sia nell'offshore sia nell'entroterra. Alle ricerche hanno partecipato anche società e studiosi italiani, mentre i risultati ottenuti dai Canadesi nell'isola di Ellesmere fanno ritenere che esistano possibilità analoghe nelle regioni costiere settentrionali.

Storia: la scoperta e le esplorazioni successive dell'isola

La Groenlandia fu scoperta nel sec. X da Gunnbjørn, un navigatore islandese, e più tardi da Erik il Rosso, che nel 982, raggiunta la costa meridionale durante il periodo del disgelo, la chiamò Groenlandia, cioè Terra Verde. In seguito coloni scandinavi fondarono i centri di Oesterbygd e Vesterbygd, ma l'esplorazione dell'isola iniziò solo coi viaggi di Frobisher (1578), Davis (1585-87), Hudson (1607) e Baffin (1616). Dal 1828 al 1831 W. A. Graah ne esplorò le coste orientali e Gustav Holm, che effettuò numerose spedizioni tra il 1883 e il 1885, vi fondò il centro di Angmagssalik. Nel 1883 Nordenskjöld raggiunse il centro dell'isola, la cui prima traversata fu portata a termine nel 1889 da F. Nansen, che aprì la via verso l'esplorazione dell'interno alle successive spedizioni di Peary (1892, 1895, 1912), di A. de Quervain (1912), di L. Koch e A. Wegener (1912-13). Intanto numerosi navigatori completarono la conoscenza delle sue coste, ma fu K. Rasmussen ad apportare il contributo più importante all'esplorazione della Groenlandia con sette grandi viaggi effettuati tra il 1912 e il 1933. Seguirono poi numerose spedizioni scientifiche, fra cui quella archeologica di Knuth (1947-50), quella per ricerche meteorologiche e glaciologiche di Victor (1948-50) e di Simpson (1952-54), quella dell'anno geofisico (1957-58) e quella di B. Fristrup (1959-62).

Storia: dal XIII secolo all'autonomia legislativa

Nel sec. XIII papa Innocenzo III pose le località abitate della Groenlandia, che pare raggiungessero le 6000 anime, alle dipendenze dell'arcivescovo di Nidacos in Norvegia; ma successivamente (sec. XIV) per malattie o per fusione con gli Eschimesi indigeni, ebbero fine le colonie norvegesi. Esse ripresero vita sulla costa occidentale durante i tentativi della ricerca del passaggio di Nord-Ovest (sec. XVI) e furono considerate dipendenze della corona di Norvegia. Però nel 1814 col Trattato di Kiel fu rotta l'unione della Danimarca e della Norvegia stabilita nel 1450 e i possedimenti artici della Norvegia (Fær ØGroenlandiaer, Islanda, Groenlandia) furono considerati appartenenti alla corona danese; da allora la è retta dal governo di Copenaghen, benché nel sec. XX la Norvegia, separatasi nel 1905 dalla Svezia, abbia tentato invano di rivendicarne almeno una parte. Nel 1941 vi furono stabilite basi aeree nordamericane, ampliate con successivi accordi del 1951 e 1952 in sede NATO. Nel 1979 il Parlamento danese approvò la legge che conferiva alla Groenlandia l'autonomia legislativa e amministrativa. Le prime elezioni generali, tenutesi nello stesso anno, furono vinte dal partito di sinistra Siumut; Jonathan Motzefeldt, leader del partito, fu il primo capo del governo locale e rimase in carica fino al marzo 1991, quando gli subentrò come primo ministro Lars Emil Johansen, presidente dello stesso partito. Nel febbraio del 1982, la Groenlandia, attraverso un referendum, optò per l'uscita dalla CEE, divenuta effettiva dal febbraio 1985: i rapporti con essa divenivano quelli accordati generalmente ai territori d'oltremare ovvero regolati da uno statuto di associazione. L'istituzione di una zona economica esclusiva di 200 miglia marittime attorno all'isola da parte danese, avvenuta nel 1980, innescava una disputa con la Norvegia, protrattasi per l'intero decennio: nel 1988 la Danimarca infine richiedeva l'arbitraggio della Corte Internazionale di Giustizia. Nel marzo 1995 si svolgevano le elezioni per il rinnovo dei seggi del Landsting e il Siumut otteneva la maggioranza aggiudicandosi il 38,5% dei consensi; il partito di sinistra si riconfermava ancora una volta nel febbraio 1999, anche se con una percentuale di voti più bassa (35,3%). Un importante riforma, passata in seguito al referendum sull'autodeterminazione (26 novembre 2008), ha dato un nuovo statuto alla Groenlandia. L'autonomia del 1979 è stata ulteriormente accentuata: riconoscimento dei groenlandesi come popolo, gestione autonoma delle proprie risorse come petrolio, gas e piombo; inoltre il groenlandese diventa la lingua locale e viene creata una polizia autonoma. Nel giugno 2009 si sono svolte le elezioni legislative vinte dal partito indipendentista di sinistra Inuit ataqatigiit (IA), in seguito entrava in vigore il nuovo regime di autonomia ampliata in vista di una possibile indipendenza dalla Danimarca.

Bibliografia

B. Fristrup, Grønlands geografj, Copenaghen, 1965; H. Petersen, Grönland, Zurigo, 1967; P. P. Sveistrup, The Economy of Greenland, Copenaghen, 1967; M. Fantin, Montagne di Groenlandia, Bologna, 1969; F. Gadd, The History of Greenland, Londra, 1970; G. Bortolotti-Jensen, Gli insediamenti vichinghi in Groenlandia, in “L'Universo”, Firenze, 1973; W. De Roos, Passaggio a Nord-Ovest. Dalla Groenlandia allo stretto di Bering, Milano, 1983.