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Farra di Soligo

comune in provincia di Treviso (35 km), 163 m s.m., 28,21 km², 7892 ab. (farresi), patrono: santo Stefano (26 dicembre).

Centro nella pianura alla sinistra del fiume Piave. Forse insediamento longobardo, fece parte della Marca Trevigiana prima di essere incluso nella Contea di Ceneda. Sviluppatosi intorno al castello di Credazzo, nel sec. XIII fu concesso in feudo ai Da Camino, dai quali passò ai conti di Collalto (1321) e infine a Venezia (1337). § La chiesa di Santo Stefano (sec. XII ma poi rimaneggiata) conserva un dipinto cinquecentesco di Paris Bordone e un crocifisso di Andrea Brustolon (1662-1732). La villa Savoini, trecentesca ma modificata all'inizio del Cinquecento, è ornata da affreschi della seconda metà del sec. XVI. Settecentesche sono la villa Caragiani-Ricci e la chiesetta di San Nicola. In località Soligo si trovano la chiesa di Santa Maria Nova, con un ciclo di affreschi quattrocenteschi di scuola riminese, e la settecentesca villa De Toffoli. A Col San Martino sorge la chiesetta affrescata di San Vigilio (sec. XIV). § L'agricoltura produce frutta (in particolare uva da vino e fragole), cereali, asparagi e foraggi; si pratica l'allevamento bovino. L'industria è attiva nei settori enologico, lattiero-caseario, meccanico, elettrotecnico, robotico, del mobile, dei metalli, dell'abbigliamento e della lavorazione del legno.

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