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Francavilla di Sicìlia

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comune in provincia di Messina (70 km), 330 m s.m., 82,10 km², 4347 ab. (francavillesi), patrono: sant’ Euplio (4 agosto).

Generalità

Centro situato sui rilievi del gruppo della Montagna Grande, nella bassa valle del fiume Alcantara, nel cui parco regionale è compreso. L'abitato si sviluppa in una sella pianeggiante tra i corsi dell'Alcantara e del suo affluente di sinistra, il torrente San Paolo. Mentre il nucleo antico, pressoché abbandonato, ha struttura medievale, quello più recente ha un impianto sei-settecentesco.

Storia

Sorto in un territorio abitato fin da tempi antichi (come dimostrano i ritrovamenti archeologici risalenti al sec. V a. C.), Francavilla si formò attorno al Mille da un piccolo borgo cui Ruggero il Normanno concesse un castello, franchigie e privilegi. A lungo possesso della Camera regionale, nel 1538 fu infeudato da Carlo V ad Antonio Balsamo. Conobbe il periodo di maggiore espansione tra i sec. XVI e XVII, passando sotto il controllo di diverse nobili famiglie. Il 20 giugno 1719, nei pressi di Francavilla gli austriaci sconfissero gli spagnoli e, con il Trattato dell'Aja, la Sicilia passò dalla Spagna all'Austria.

Arte

Restano le rovine del castello, di origine normanna ma rifatto nei sec. XIV e XVI. Interessante è il quartiere medievale (Contarado), con un pregevole edificio del sec. XV. La chiesa madre, al centro dell'antico nucleo, è alterata da vari rifacimenti ma conserva un portale ogivale del 1493 e un altro piccolo portale coevo sul lato destro; il campanile è barocco. All'epoca barocca risalgono la chiesa dell'Annunziata, il Palazzo Baronale e la chiesa della Madonna del Carmelo. Nel convento dei Cappuccini (sec. XVI, restaurato nel sec. XVII) sono pregevoli sculture e intarsi in legno.

Economia

L'agricoltura produce cereali, uva da vino, legumi, noci, mandorle e agrumi; è diffuso l'allevamento (ovini, bovini e suini). L'industria opera nel settore cartario.

Dintorni

Nei dintorni, in alto sulla valle del torrente San Paolo, sono i resti del monastero basiliano di San Salvatore di Placa (1092).

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