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Giórgio da Trebisónda

umanista greco (Creta 1396-Roma 1484). Studiò in Italia il latino sotto la guida di Guarino da Verona e Vittorino da Feltre. Accolto nella curia pontificia come interprete nei rapporti con la Chiesa di Bisanzio, insegnò greco fino al 1450 e tradusse, per incarico di Niccolò V, il De animalibus di Aristotele, le Leggi di Platone, l'Almagesto di Tolomeo, varie opere di padri della Chiesa, criticate per le molte infedeltà rispetto al testo originale. Migliori risultati conseguì con la Retorica (1434) e con una Grammatica latina (1471). Suscettibile e litigioso, fu spesso coinvolto in risse e più volte incarcerato.

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