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Giāmī

poeta persiano (1414-1492). Vissuto alla corte dei Timuridi di Herāt (Afghanistan occidentale), fu fecondo autore sia di masnavī sia di composizioni lirico-panegiristiche, comprendenti, queste ultime, tre grossi dīvān. La produzione epica in masnavī è rappresentata da una raccolta di sette poemi, I sette troni, che riflette un'ispirazione simbolica, mistica, in cui gli avvenimenti appaiono come manifestazioni di un supremo potere divino. Oltre che di lirica e di epica, Giāmī si occupò anche di enigmistica e di filosofia. Venerato come un grande dotto, Giāmī è considerato l'ultimo classico della letteratura neopersiana.

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