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Gondwana (geologia)

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Descrizione generale

Termine usato in geologia per indicare inizialmente una formazione continentale, prevalentemente scistoso-arenacea e di età compresa tra Permo-Carbonifero e Trias, caratteristica della regione indiana omonima. Successivamente essendosi trovate formazioni equivalenti in molte altre regioni dell'emisfero australe, si ipotizzò che un tempo, già comunque alla fine del Precambriano, queste dovessero far parte di un unico continente raggruppante l'Antartide, l'America Meridionale, l'Africa, l'India peninsulare e l'Australia , cui E. Suess nel 1888 attribuì il nome di “continente di Gondwana”. Tra le diverse aree che costituiscono il continente di Gondwana esistono affinità morfologiche, geologiche, paleontologiche e strutturali tra le quali particolarmente significative: l'omologia tra la costa orientale sudamericana e quella occidentale africana; la presenza di depositi mesozoici del tutto correlabili sulle opposte sponde dell'Atlantico meridionale; la quasi identità tra le faune e le flore permocarbonifere e triassiche dell'Antartide, dell'America Meridionale, dell'Africa meridionale e dell'Australia; l'esistenza di depositi glaciali di età carbonifera nel Sudamerica e nell'Africa meridionale; le analogie geologico-strutturali delle moli continentali antartica, brasiliana, africana e australiana, costituite da terreni prevalentemente di età precambriana.

Evoluzione e formazione dei continenti

Nel Precambriano il continente di Gondwana era caratterizzato da notevoli rilievi montuosi, progressivamente demoliti nelle successive ere dagli agenti esogeni. Nell'era paleozoica l'evoluzione del continente di Gondwana continuò con l'instaurarsi di geosinclinali (geosinclinale andina, geosinclinale di Adelaide) e di bracci di mare, come quelli tra lo scudo delle Guayane e quello brasiliano e tra questo e lo scudo patagonico, nel Cambriano e nel Siluriano. Nel Siluriano superiore e nel Devoniano, a seguito di un'intensa attività orogenica, si ebbero fenomeni di sollevamento di catene a pieghe che interessarono in parte l'America Meridionale e l'Australia. Durante il Carbonifero, nel Sudamerica si verificò la surrezione di una catena montuosa ininterrotta dal Venezuela alla Patagonia, indicata complessivamente come catena gondwaniana, distinguibile però in un allineamento chiaramente preandino (Preandidi) e in una diramazione trasversale tra gli scudi brasiliano e patagonico, denominata catena delle Gondwanidi, di cui si avrebbe la prosecuzione nell'Africa australe, attestata dai resti delle catene sudafricane. Anche in altre zone dell'Africa centroccidentale e occidentale si ebbe la formazione di catene montuose, così come in Australia. Sempre nel Carbonifero si determinò inoltre la grande frattura che diede origine alla separazione tra India peninsulare e Australia. Verso la fine del Carbonifero e nel successivo Permiano si sviluppò un'imponente fase glaciale che interessò varie regioni del continente di Gondwana , mentre in altre il clima rimase mite permettendo un grandioso sviluppo della vita vegetale con la flora a Glossopteris e a Gangamopteris, cui è legata la formazione di numerosi giacimenti di carbon fossile. Al termine del Paleozoico si verificarono imponenti regressioni marine con emersione di nuove terre e iniziò il distacco tra Africa e India, che consentì a una diramazione del mare mesogeano della Tetide di inserirvisi dando così origine al protocanale di Mozambico. Nel Mesozoico un mutamento verso il clima secco ebbe per conseguenza la trasformazione delle foreste prima in steppe e quindi in deserti: la flora a Thinnfeldia sostituì quella a Glossopteris. A partire dal Trias si verificarono grandi fratture lungo le quali si ebbe la risalita di enormi masse basaltiche come quelle del Paraná nel Sudamerica, dei Monti dei Draghi nell'Africa sudorientale e l'inizio della formazione del plateau basaltico del Deccan nell'India peninsulare. Con il successivo periodo giurassico iniziò lo smembramento del continente di Gondwana in seguito alla formazione di grandi sistemi di fratture che consentì una mobilità reciproca dei vari blocchi: il Madagascar e l'India peninsulare si separarono completamente dall'Africa e quest'ultima, migrando verso N, venne a contatto con la Laurasia tramite l'orogene alpino-himalayano; l'Australia, con un movimento di deriva dapprima verso E diede origine alle catene a pieghe dell'arcipelago neozelandese, poi, spostandosi verso N, trascinò la Nuova Guinea provocando il distacco della Nuova Zelanda. Sempre dal nucleo africano si verificarono la separazione e la successiva migrazione verso S del continente antartico, così come per mezzo della frattura occidentale, che diede inizio al solco dell'Oceano Atlantico meridionale, si iniziò, a partire dal Cretaceo inferiore, il progressivo allontanamento dell'America Meridionale al quale viene imputato il successivo sollevamento della catena andina.