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Gonnosfanàdiga

comune in provincia del Medio Campidano, 180 m s.m., 125,23 km², 6970 ab. (gonnesi), patrono: santa Barbara (4 dicembre).

Centro del Campidano, situato sul rio Piras; è compreso nel Parco Geominerario della Sardegna. Sorto in un territorio dove dal VI millennio a. C. furono attivi giacimenti di ossidiana, l'abitato ebbe origine dall'unione di due nuclei. Gli antichi Gonnos e Fanadiga fecero parte dal sec. XI della curatoria di Bonorzuli, compresa nel Giudicato d'Arborea, e, successivamente, del Marchesato di Oristano (1410-77). Conquistati dagli Aragonesi, che nel 1478 sconfissero Leonardo Alagon, furono inclusi nella Contea di Quirra, feudo dei Carroz, e nel 1550 furono uniti amministrativamente. Dopo il passaggio della Sardegna al Piemonte (1720), il borgo appartenne agli Osorio de la Cueva fino all'abolizione dei feudi (1839).§ La parrocchiale di Santa Barbara (sec. XVI-XVII) è a tre navate, con transetto e presbiterio del Settecento. Nei dintorni sorge la “tomba dei giganti” di San Cosimo.§ L'agricoltura produce olive, cereali, ortaggi e frutta; è praticato l'allevamento ovino, caprino e suino. La piccola industria opera nei settori alimentare (olio, salumi e formaggi), edile, della lavorazione dei metalli e delle materie plastiche e dei materiali da costruzione. È zona di turismo escursionistico, soprattutto al monte Linas.

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