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Ionesco, Eugène

(Eugen Jonescu). Autore drammatico e scrittore francese di origine romena (Slatina 1912-Parigi 1994). Dopo un'infanzia trascorsa a Parigi completò gli studi in Romania, dove pubblicò una raccolta di versi, Elegie per piccoli esseri (1931), seguita da No! (1934), pamphlet in cui sostenne la vanità della critica, elogiando e contemporaneamente avversando con lo stesso logico rigore l'opera di alcuni contemporanei. Nel 1938 si stabilì definitivamente in Francia e qui, dopo l'esordio in teatro con La cantatrice chauve (1950; La cantatrice calva), sconcertante antipièce suggeritagli da un manuale di conversazione franco-inglese, si è imposto tra i capifila del cosiddetto teatro dell'assurdo. Ionesco ha scelto la chiave del grottesco per colpire l'eterno borghese che è in ognuno di noi, esasperando i luoghi comuni, le frasi fatte, il linguaggio logoro e conformistico di ogni istante della nostra vita, su un tema che ritorna in altri atti unici: Jacques ou La soumission (1950; Giacomo o la sottomissione), La leçon (1951; La lezione), Les chaises (1952; Le sedie), Victimes du devoir (1953; Vittime del dovere) e nei tre atti di Amedée ou Comment s'en débarasser (1954; Amedeo ovvero come sbarazzarsene). Dopo L'impromptu de l'Alma ou Le caméléon du berger (1956; L'improvviso dell'alma ovvero il camaleonte del pastore), in cui, presentando se stesso alle prese coi critici, ha enunciato le proprie concezioni teatrali, Ionesco ha affrontato una tematica di più vasto impegno sociale e politico, quale appare da opere come Tueur sans gages (1958; Sicario senza paga) e Le rhinocéros (1959; Il rinoceronte), in cui il “cittadino medio” appare inesorabilmente sconfitto dalla bruta violenza o dallo spirito gregario della società contemporanea. Una più ambigua visione pessimistica e un più complesso simbolismo, pur sempre espresso da fantomatici pupazzi sottoposti alla soffocante legge del luogo comune, ispirano una terza fase della sua attività: Le roi se meurt (1961; Il re è morto), Délires à deux (1962; Deliri a due), Le piéton de l'air (1963; Il pedone nell'aria), il trittico La soif et la faim (1966; La sete e la fame), che sfociano nell'amara rinuncia del suo primo romanzo, Le solitaire (1973; Il solitario), e della commedia che ne ha tratto, Ce formidable bordel (1973; Quel magnifico bordello). Per H. von Kramer ha sceneggiato, interpretandone anche l'unico personaggio, il film La vase (1973), tratto da una sua novella. Tra le altre opere ricordiamo: Notes et contre-notes (1963; Note e contro note), Journal en miettes (1967), L'homme aux valises (1977; L'uomo con le valigie), Voyages chez les morts ou thèmes et variations (1980; trad. it. Viaggi tra i morti), La quête intermittente (1988; La ricerca intermittente). È stato nominato accademico di Francia nel 1970.

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