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Kursk (provincia)

(Kurskaja oblast’). Provincia della Russia sudoccidentale, 29.800 km², 1.183.884 ab. (stima 2006), 40 ab./km², capoluogo: Kursk. Confini: province di Brjansk, Belgorod, Lipeck, Orel e Voronež; Ucraina (S).

Occupa il margine meridionale del ripiano centrale russo, estendendosi su una zona di fertili terre nere nel bacino dei fiumi Don e Dnepr e solcata dai fiumi Psël, Kšen, Sejm e da alcuni suoi affluenti. Il terreno è collinoso e tagliato da numerosi burroni. Il clima è temperato continentale. Il sottosuolo della provincia offre significative risorse minerarie, dovute alla presenza della cosiddetta “anomalia magnetica di Kursk”, uno dei bacini minerari più grandi al mondo. Minerali metallici, non metallici, fosforiti e sapropel vengono estratti nei giacimenti di Mihailovsky, Kurbakinskoe, Dičnjansko-Reutetskoe, Lev-Tolstovskoe e Zapadno-Ostaspovskoe. La caratteristica fertilità delle terre nere (che coprono il 70% della superficie totale) favorisce l'agricoltura (cereali, patate, barbabietole da zucchero, foraggi), ma il settore più sviluppato è l'industria (metallurgica, energia, ingegneria meccanica, alimentari), accentrata nel capoluogo; l'80% della produzione è destinata all'esportazione in Ucraina e in altre province della Russia. § La provincia fu un caposaldo della Rus' di Kiev e poi dello Stato Moscovita nella difesa contro le invasioni esterne. Il suo capoluogo era una grande città commerciale già nel sec. XI, e nei secoli seguenti si affermò anche come centro politico e amministrativo. Nel corso della seconda guerra mondiale (luglio-agosto 1943) si svolse nella provincia la più grande battaglia di mezzi corazzati della storia (l'ultima grande offensiva tentata dalle truppe tedesche in Russia, sconfitte però dalle forze sovietiche) nota appunto come “battaglia di Kursk”.

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