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Lacèrba

rivista di letteratura e arte fondata nel 1913 da G. Papini e da A. Soffici in contrapposizione alla Voce e rimasta in vita fino al 1915. Il titolo è modellato su quello dell'Acerba di Cecco d'Ascoli. Clamorosamente avanguardistica, per un certo periodo associata ai futuristi, condusse una violenta polemica contro l'arte e il costume borghese, propugnando un'opera di “educazione rivoluzionaria dello spirito italiano”. Vi collaborarono Marinetti, Palazzeschi, Govoni, Boccioni, Jahier, Sbarbaro. Le sue pagine misero in circolazione una mitologia nazionalistica e guerrafondaia, preparando il terreno retorico sentimentale su cui più tardi attecchì il fascismo.

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