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Lama dei Peligni

comune in provincia di Chieti (63 km), 669 m s.m., 31,33 km², 1486 ab. (lamesi), patrono: san Sebastiano (20 gennaio).

Centro posto presso la riva sinistra del fiume Aventino, alle pendici orientali della Maiella, nel cui parco nazionale è compreso. Sorto nei sec. VII-VIII, appartenne a numerosi feudatari, fra cui i Grandinati, i Di Capua e i D'Aquino. Subì gravi danni durante la seconda guerra mondiale e nei terremoti del 1915, 1933 e 1984.§ Cinquecenteschi sono la parrocchiale di San Nicola (in sagrestia una Madonna d'argento di Nicola da Guardiagrele), il Palazzo Ducale dei Di Capua e una fontana di pietra detta “Fontecannella”. Fuori dall'abitato è la chiesa di Maria Santissima della Misericordia, con l'annesso convento in cui si conservano manoscritti di sant'Alfonso de' Liguori.§ L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, patate, olive e uva), sull'allevamento ovino e sul turismo di villeggiatura estiva. Operano attività manifatturiere (lavorazione del legno).§ Nei dintorni sono la cosiddetta “grotta di Sant'Angelo”, sede di culto dal sec. VIII, e la grotta del Cavallone, di pertinenza anche di Taranta Peligna. In località Colle Madonna è il Museo Naturalistico Archeologico “Maurizio Locati”, che illustra la storia del territorio della Maiella.

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