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Lamentazióni

olta di cinque elegie sulla caduta di Gerusalemme (587 a. C.). Le prime quattro sono nella forma di acrostici alfabetici e nel metro della lamentazione. Le Lamentazioni svolgono il tema tragico della distruzione della Città santa in un clima di dolore e di sbigottimento, senza uno svolgimento logico dei concetti; ma tuttavia da esse emerge nitida la teologia ebraica su Dio quale primo autore della storia. Il problema del dolore è visto sullo stesso piano del Libro di Giobbe: è un prodotto della punizione, ma apre anche una prospettiva di valore purificante. Letterariamente i cinque carmi hanno un notevole pregio poetico, anche se lo schema dell'acrostico ne mortifica talora il potere immaginativo e ne offusca la bellezza formale. Nella Bibbia ebraica le Lamentazioni appartengono alla terza sezione; nella traduzione dei Settanta e nella Volgata, quindi nelle traduzioni moderne occidentali, seguono il Libro di Geremia, al quale le Lamentazioni sono tradizionalmente attribuite, anche se molti esegeti cattolici rifiutano tale attribuzione. Nella liturgia ebraica le Lamentazioni erano cantate nella processione del 9 del mese di 'ābh (luglio-agosto) al “muro del pianto”; in quella cattolica sono cantate negli ultimi tre giorni della settimana santa.

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