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Legnago

comune in provincia di Verona (42 km), 16 m s.m., 79,51 km², 24.274 ab. (legnaghesi), patrono: san Martino (11 novembre).

Cittadina del basso Veronese, situata sulle due rive dell'Adige. Già centro romano (Forum Allieni) e longobardo (Arimannia), fu feudo dei vescovi di Verona dal 932 al 1217. Passò in seguito sotto la dominazione scaligera (fino al 1387) e quella veneziana (dal 1405). Per la sua posizione strategica, fu fortificata dai veneziani e nel 1509 subì pesanti danni negli scontri tra gli eserciti della Lega di Cambrai e della Serenissima. In seguito le fortificazioni furono rinnovate e rimodernate secondo i disegni del Sanmicheli (1528) e il paese diventò così un baluardo difensivo contro Mantova e Ferrara e un fiorente centro culturale e commerciale. Dopo l'occupazione napoleonica (1796 e 1799), nel 1814 passò all'Austria, che, rafforzando le opere difensive, ne fece un'importante piazzaforte, compresa, con Verona, Mantova e Peschiera, nel celebre “Quadrilatero”. Durante la seconda guerra mondiale subì pesanti bombardamenti.§ Dell'antica rocca resta solo una torre. Il duomo, rifatto tra i sec. XVIII e XIX, conserva una statua trecentesca della Pietà. Il palazzo Fioroni ospita il museo omonimo, dove sono raccolti numerosi reperti archeologici e documenti relativi alla storia della città, in particolare del periodo risorgimentale. La chiesa di San Salvaro, nel vicino centro di San Pietro, fu eretta in forme romaniche nel sec. XII.§ L'economia è basata soprattutto sull'industria, sviluppata nei settori termomeccanico, meccanico, siderurgico, chimico, tessile, conciario, edile, alimentare, del legno, delle arti grafiche, dell'abbigliamento, del mobile, dell'ottica e degli strumenti di precisione, dei materiali da costruzione e della lavorazione dei metalli. L'agricoltura dà cereali, frutta, ortaggi e foraggi per l'allevamento bovino. § La cittadina diede i natali al compositore Antonio Salieri (1750-1825).

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