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Lowell, Amy

poetessa statunitense (Brookline, Massachusetts, 1874-1925). È nota soprattutto per la parte avuta nel movimento imagista. Giunta relativamente tardi alla poesia, pubblicò il suo primo volume di versi, A Dome of Many-Coloured Glass (Una cupola di vetro multicolore) nel 1912. Dopo essere stata inclusa da E. Pound nella prima antologia imagista (Des Imagistes, 1914), curò insieme a J. G. Fletcher le tre antologie successive (Some Imagist Poets, 1915, 1916, 1917), aspramente criticate dallo stesso Pound. Liberatasi dall'influsso dei romantici inglesi (in particolare di Keats e di Shelley), si orientò in maniera sempre più decisa verso la nuova poesia francese, facendo di parnassiani e simbolisti i suoi modelli più vistosi, e studiò con interesse le nuove tendenze della musica contemporanea. Ciò le permise di elaborare un tipo di scrittura poetica da lei definito “prosa polifonica”, che sul tessuto della prosa oratoria inglese consentiva l'innesto di ogni variante metrica e ritmica (Can Grande's Castle, 1918). Negli ultimi anni tradusse e imitò dal cinese e dal giapponese (Pictures of the Floating World, 1919; Quadri del mondo fluttuante; Fir-Flower Tablets, 1921; Tavolette di fior d'abete), tornando infine a un realismo d'intonazione regionale nelle ultime raccolte di versi (Legends, 1921, e Ballads for Sale, postumo, 1927; Ballate in vendita).

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