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Mòtta Sant'Anastasìa

comune in provincia di Catania (13 km), 275 m s.m., 35,73 km², 10.244 ab. (mottesi), patrono: sant’ Anastasia (22-25 agosto).

Centro situato sul versante meridionale dell'Etna, nella parte iniziale del vallone del fiume Sieli. Il borgo si sviluppò intorno a un castello ricostruito da Ruggero il Normanno e da lui donato ai vescovi di Catania. Fu poi baronia soggetta a vari signori, gli ultimi dei quali furono i Moncada di Paternò. § Di grande interesse è il castello normanno (sec. XI), a pianta rettangolare, con muraglie merlate aperte da monofore. L'imponente chiesa madre, del sec. XII, si presenta nei rifacimenti dei sec. XVIII e XIX, con due caratteristiche cupole e una cappella laterale semicircolare. § L'agricoltura si basa su una ricca produzione di agrumi, cereali, uva e olive ed è affiancata dall'allevamento bovino, ovino e caprino e da piccole imprese operanti nei settori metallurgico, chimico (vernici), delle materie plastiche, del legno e della pietra. È caratteristica la lavorazione artigianale del ferro battuto. § Vi è nato il tenore Giuseppe Di Stefano (1921).