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Minèo

comune in provincia di Catania (59 km), 511 m s.m., 244,52 km², 5586 ab. (menenini), patrono: santa Agrippina (seconda e quarta domenica di agosto).

Centro del settore nordoccidentale dei monti Iblei, arroccato sulla cima di un rilievo roccioso, alla destra della valle del fiume Caltagirone. Sorge sul sito dell'antica Menai, fondata da Ducezio, re dei Siculi, nel 459 a. C. Importante insediamento militare già sotto i Romani e gli Arabi, fu conquistato dai Normanni che ne ricostruirono il castello e nel sec. XII appartenne al vescovo di Siracusa. Passò poi al demanio regio. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1693, cui seguì una lenta ripresa.§ Si conservano resti di mura megalitiche e tombe, oltre a tratti di mura medievali e una porzione del mastio del castello feudale. Le chiese principali si presentano nella ricostruzione tardobarocca successiva al terremoto del 1693. La parrocchiale di Santa Agrippina, ricca di stucchi, conserva le tre absidi della costruzione trecentesca e una statua lignea cinquecentesca rappresentante la santa. Nella chiesa del Collegio gesuitico (ora sede comunale), dedicata a San Tommaso, si trova una Deposizione (1613) di Filippo Paladino. Nella chiesa di Santa Maria Maggiore è custodita una statua quattrocentesca in alabastro dipinto della Regina degli Angeli, assai venerata, mentre nella chiesa di San Pietro sono varie opere d'arte dei sec. XVII e XVIII.§ Le principali risorse economiche sono l'agricoltura (agrumi, uva da vino, olive, grano, mandorle, fichi d'India e ortaggi), l'allevamento (bovini, ovini e suini), la lavorazione dei prodotti agricoli e la produzione di materiali per l'edilizia. Sono caratteristici gli oggetti in ferro e in legno prodotti dall'artigianato locale.§ Vi nacque lo scrittore Luigi Capuana (1839-1915).

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