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Miràndola

comune in provincia di Modena (32 km), 18 m s.m., 137,13 km², 22.068 ab. (mirandolesi), patrono: san Possidonio (16 maggio).

Cittadina alla destra del fiume Secchia. Ricordata per la prima volta in un documento del 1102, appartenne all'abbazia di Nonantola, fu libero comune nel sec. XII e dal 1311 fu signoria dei Pico della Mirandola, che ne ottennero l'investitura nel 1354 dall'imperatore Carlo IV di Lussemburgo. Nel 1596 fu eretta a principato e nel 1619 a ducato da Rodolfo II d'Asburgo. Nel 1708 fu tolta a Francesco Maria Pico, che durante la guerra di successione spagnola l'aveva ceduta ai Francesi (1707), e quindi venduta (1710) dall'imperatore Giuseppe I agli Estensi, che la tennero fino al 1859, salvo gli intervalli di occupazione spagnola (1735-42) e austro-sarda (1742-48). § Centro della cittadina è la piazza Grande, vasto quadrilatero irregolare su cui prospettano parti della reggia dei Pico e il Palazzo Comunale, a portici, restaurato in forme rinascimentali. La chiesa di San Francesco, ricostruita nel sec. XV ospita le tombe dei Pico, tra cui quella di Prendiparte, opera di Paolo di Iacobello delle Masegne (1394). Il duomo (1477), con facciata neogotica del sec. XIX, conserva dipinti di Sante Peranda, che operò qui a lungo per i Pico e a Mantova per i Gonzaga. Il terremoto del maggio del 2012 ha gravemente danneggiato sia il Duomo, sia la chiesa di San Francesco, oltre ad altre costruzioni del centro storico. § Il settore economico trainante è il biomedicale (qui è nato il primo rene artificiale italiano e sono state ideate e prodotte alcune delle più progredite apparecchiature ospedaliere), affiancato dall'industria specializzata nei comparti tessile, ceramico, cartotecnico, lattiero-caseario, della meccanica di precisione, dell'abbigliamento e del mobile.L'agricoltura occupa ancora un posto di rilievo con la produzione di ortaggi, frutta, uva, barbabietole e foraggi per l'allevamento bovino e suino.