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Mitra

dio dell'antica religione dell'India. È una delle divinità più importanti del pantheon vedico, retaggio di una tradizione anteriore alla formazione della cultura indiana autonoma: esso è presente sia nella religione iranica (vedi Mithra), sia in quella di altri popoli indeuropei (figura in un trattato concluso tra il regno del Mitanni e gli Ittiti risalente al 1380 a. C.). Mitra, per il suo innegabile carattere luminoso o “solare”, è stato spesso interpretato come un dio-sole; ma si tratta di un'interpretazione naturistica del tutto inutile ai fini di una valutazione dei fatti religiosi che lo concernono. Questi fatti si possono organizzare attorno a un nucleo primitivo che fa di Mitra il dio dei “patti” (e “patto” significa il suo nome) e, dunque, dell'“amicizia” tra uomini e dell'“alleanza” tra popoli. L'“accordo” realizzato da Mitra va poi inteso, quasi in senso assoluto, come un “ordine cosmico”, che la religione vedica intendeva come un “flusso armonico” (rta), per la cui realizzazione Mitra era associato al dio Varuna. L'associazione è arcaica e fondamentale: nel Ṛgveda un solo inno riguarda Mitra in autonomia da Varuna, mentre per il resto i due dei sono sempre citati insieme e per giunta in una formazione duale caratteristica della cultura indiana che ha dato il nome unico Mitravaruna. Dell'ordine cosmico Mitra è il promotore (realizzando la concordia tra gli uomini e l'armonia cosmica), mentre Varuna è colui che punisce i trasgressori. A questa funzione complementare vanno ridotti i caratteri antitetici di Mitra e Varuna che sono rilevati dal rituale: sacrifici di vittime bianche a Mitra e nere a Varuna; e in genere va ridotta la raffigurazione “solare” e “diurna” di Mitra contrapposta alla raffigurazione “lunare” e “notturna” di Varuna.