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Moviménto Sociale Italiano

(MSI), partito politico italiano che trae ispirazione ideologica e programma dai principi del fascismo repubblicano e corporativo quale si espresse nell'esperienza della Repubblica di Salò. Si costituì alla fine del 1946 per iniziativa di A. Michelini, G. Almirante, F. Galanti, G. Pini, P. Romualdi. Al primo congresso (Napoli, 1948), ne divenne segretario politico G. Almirante, che lo guidò al successo elettorale delle amministrative del 1952 e delle politiche dell'anno successivo (5,8% dei suffragi). Il nuovo segretario Michelini (1954-69) cercò di inserire il partito nelle istituzioni dell'Italia repubblicana, dandogli una fisionomia legalitaria e un programma nettamente conservatore, che lo portò fino all'inserimento nella maggioranza di governo, con i gabinetti Pella (1953-54), Zoli (1957-58), Segni (1959-60) e in maniera determinante con il monocolore Tambroni (1960). Paventando una conversione a destra, il Paese rispose immediatamente con moti di piazza, esplosi con particolare tensione a Genova. Il partito tornò all'opposizione intensificandola durante il centrosinistra. Falliti gli approcci per costituire una “grande destra” con liberali e monarchici, il MSI, la cui segreteria politica era tornata nel 1969 ad Almirante, ritrovò una sua intransigente vitalità verso la fine degli anni Sessanta. In vista delle politiche del 1972 il MSI diede vita al raggruppamento MSI-Destra Nazionale che raccolse oltre l'8% dei suffragi. Nel 1977 un'ala moderata si staccò per costituire il gruppo Democrazia Nazionale scioltosi in seguito all'insuccesso alle politiche del 1979. I buoni risultati conseguiti nelle politiche del giugno 1983 e nelle amministrative del maggio 1985 rafforzarono la linea “legalitaria” di Almirante che successivamente lanciò una campagna per la repubblica presidenziale, di tipo francese. Gli succedette alla fine del 1987 G. Fini che proseguì la precedente linea presidenzialista, ma nel gennaio 1990, al 16º Congresso, fu costretto a cedere la leadership a P. Rauti. I risultati negativi nelle regionali siciliane del 1991 aprivano un confronto all'interno del partito che si risolveva con il ritorno del più moderato Fini alla segreteria, senza che questo portasse a un miglioramento nelle successive elezioni politiche del 1992. Ma lo storico isolamento politico del Movimento Sociale iniziava a diminuire in seguito alle inchieste contro la corruzione politica in cui erano coinvolti i maggiori partiti di governo. Escluso per anni da qualsiasi centro di potere, il Movimento Sociale diveniva punto di riferimento per una parte di quell'elettorato di destra che aveva sempre riversato i propri voti sulla DC in funzione anticomunista. Fini, forte dell'affermazione registrata alle politiche del 1994 e della conseguente partecipazione alla compagine di governo, avviava un processo di svecchiamento del partito, fondato sul tentativo di allentare il legame ideologico col fascismo e sulla sua trasformazione in Alleanza Nazionale(1995). Nell'occasione l'Assemblea congressuale approvava, sia pure con qualche contestazione, una rivalutazione dello stesso antifascismo per il suo contributo al ritorno della democrazia in Italia. La decisione di concludere l'esperienza storica del Movimento Sociale incontrava l'opposizione di un piccolo gruppo di delegati raccolto intorno a Pino Rauti, che dava successivamente vita al Movimento Sociale-Fiamma Tricolore.