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Murmansk (provincia)

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(Murmanskaja oblast’). Provincia della Russia nordoccidentale, 144.900 km², 864.607 ab. (stima 2006), 6 ab./km², capoluogo: Murmansk. Confini: Repubblica di Carelia (SW), Mare di Barents (NE, SE), Mar Bianco (S); Finlandia (W), Norvegia (NW).

Generalità

La provincia si estende, a N del Circolo Polare Artico, sulla penisola di Kola e sul suo entroterra fino al confine con la Norvegia e la Finlandia. Attraversato da numerosi fiumi ricchi di rapide (Ponoi, Varzuga, Umba, Niva, Tuloma) e bagnato da molti laghi, tra cui i maggiori sono il lago Imandra, il lago Lovozero e il lago Umbozero. La vegetazione varia dalla tundra artica (muschio e licheni) a N alla tundra forestale e alla taiga nordica a S; il suolo è prevalentemente podzolico o paludoso. Sul territorio, tre riserve naturali: Kandalakša, Lapland e Pasvik. Nella penisola sono presenti rilievi montuosi, quali il massiccio Hibiny (monte Judyčvumčorr, 1200 m) e i monti di Lovozërskie Tundry (Angvundasčorr, 1120 m). Il clima è di tipo marittimo nella fascia costiera, subartico nel resto del territorio. Risorse economiche per gli abitanti (russi, ucraini, bielorussi, tatari, con alcune migliaia di Saami, o Lapponi, gli abitanti originari) sono l'allevamento di renne, la pesca e lo sfruttamento forestale, ma soprattutto quello del sottosuolo, ricco di apatite (Kirovsk, Apatity), rame, nichel (Pečenga, Nikel, Mončegorsk), ferro (Kovdor, Olenegorsk) e mica (Yena). Sul territorio si trovano anche depositi di fosforo, titanio e di pietre preziose quali l'ametista. Le industrie (metallurgiche, meccaniche, cantieristiche, conserviere, del legno), alimentate da numerose centrali idroelettriche, sono ubicate a Murmansk e nei centri di Mončegorsk, Apatity, Kandalakša, Severomorsk e Kirovsk. Il capoluogo è servito da un aeroporto internazionale e costituisce uno dei più importanti porti russi e una delle maggiori basi pescherecce della Federazione Russa.

Storia

L'area fu occupata dalle tribù nomadi dei Sami tra i sec. X e XI, per poi essere soggetta, a partire dal sec. XII, all'occupazione dei Pomori slavi. Questi si stabilirono prima lungo le coste del Mar Bianco, per spingersi poi fino alla parte settentrionale della penisola. Nel sec. XIX ci fu un popolamento attivo del territorio da parte di finlandesi, norvegesi e russi. A seguito della guerra russo-finlandese del 1939-1940 ci fu una redistribuzione del territorio a fu il centro dell'attività militare sottomarina sovietica; il porto di Severomorsk è tuttora una grande base per sommergibili nucleari, nonché un deposito per le unità in disarmo: per la presenza di un gran numero di reattori nucleari abbandonati è considerato un luogo soggetto a gravi rischi di catastrofi ambientali.