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Odèrzo

comune in provincia di Treviso (27 km), 13 m s.m., 42,57 km², 17.316 ab. (opitergini), patrono: san Tiziano (26 gennaio).

Cittadina nella bassa pianura tra i fiumi Piave e Livenza. L'abitato, attraversato dal fiume Monticano, presenta l'aspetto tipico di molte cittadine venete con case a portici, spesso con facciate affrescate. §Antico insediamento di popolazioni paleovenete, è la romana Opitergium, che fu incorporata nella provincia di Aquileia. Ricostruita da Giulio Cesare dopo la distruzione operata da Pompeo (49 a. C.), durante l'impero fu un importante centro strategico all'incrocio di rilevanti vie di comunicazione. Questa caratteristica la portò ad essere soggetta alle devastazioni dei barbari e contesa da molte signorie nei sec. XIII e XIV. Sede del quartier generale austriaco, subì gravi danni durante il primo conflitto mondiale.§ Nella piazza centrale, che conserva antichi edifici decorati, sorge il duomo tardogotico, fondato nel sec. X e rimaneggiato nel Cinquecento, con campanile costruito sulla base della torre della cinta muraria medievale (sec. XIII). All'interno alcune tele di P. Amalteo. Al Settecento risale il palazzo municipale, con portico, opera di G. Massari. I ritrovamenti archeologici (dalla fase protostorica all'epoca altomedievale) sono ospitati in buona parte nel Museo Civico Eno Bellis. Tra i primi, statuette di divinità, fibule e altri piccoli oggetti bronzei; tra i secondi, importanti i monumenti funebri, i resti architettonici e pregevoli mosaici con scene di vita rustica e di caccia.§ L'agricoltura produce uva da vino, cereali e foraggi; praticati l'allevamento bovino e suino. L'industria è attiva nei settori metalmeccanico, alimentare, della lavorazione del legno, delle materie plastiche e dell'abbigliamento.§ Vi nacque l'incisore e pittore Alberto Martini (1876-1954).

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