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Pèlope

(greco Pélops-opos). Eroe della mitologia greca, l'eponimo del Peloponneso, il fondatore dei giochi olimpici e il padre di Atreo, Tieste e Plistene, nonché di altri capostipiti di mitiche famiglie regali. Due sono i momenti importanti del mito di Pelope: la morte e resurrezione, che lo mettono in particolare rapporto con gli dei, e la gara contro Enomao, re di Elide, per ottenerne la figlia Ippodamia. Suo padre, Tantalo, lo uccide e imbandisce le sue carni agli dei, ma questi rifiutano e risuscitano Pelope; soltanto Demetra mangia la sua spalla che, dopo la resurrezione, viene sostituita con una d'avorio. La gara, consistente in una corsa di carri con in palio o la morte o Ippodamia, si conclude con la morte di Enomao a cui Pelope riesce a sabotare il carro con l'aiuto di Mirtilo. § L'eroe peloponnesiaco è raffigurato sempre in relazione alla gara sul cocchio. La statua sul frontone orientale del tempio di Zeus a Olimpia lo rappresenta nudo, in piedi, in attesa della gara; sull'arca di Cipselo era raffigurato sul cocchio insieme a Ippodamia e la scena ritorna su vasi attici e soprattutto italioti e anche su sarcofagi romani, con l'eroe spesso in abito orientale. Su urnette funerarie etrusche Pelope uccide Enomao oppure lotta con l'auriga Mirtilo.