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Pangèa

sf. [da pan-+greco gâia, terra]. Primitiva, grande e unica massa continentale sialica comprendente tutte le terre emerse, ipotizzata da Wegener nell'illustrazione della sua teoria sulla deriva dei continenti: persistita fin verso il termine del Paleozoico, dal suo smembramento avrebbero avuto origine gli attuali continenti. Nell'ambito della teoria della tettonica delle placche la Pangea sarebbe il risultato della fusione delle masse continentali paleozoiche in seguito ai due grandi eventi orogenetici (caledoniano ed ercinico). In particolare quest'ultimo saldò il continente paleoeuropeo con quello paleoasiatico attraverso la catena degli Urali e il continente paleoeuropeo con quello paleoamericano attraverso la catena degli Appalachi. La Pangea iniziò il suo smembramento nel Triassico superiore in senso parallelo (divisione nei due continenti di Laurasia a N e di Gondwana a S) a causa dell'apertura dell'oceano Tetide. La sua suddivisione in senso meridiano, che porterà nel corso del Mesozoico-Cenozoico all'individuazione dell'assetto dei continenti attuali, inizia intorno al Giurassico medio, con l'apertura dell'Oceano Atlantico "Per approfondire Vedi Gedea Astronomia vol. 1 p 44" "Per approfondire Vedi Gedea Astronomia vol. 1 p 44" .