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Patan (città del Nepal)

città (48.600 ab.) del Nepal, nella zona amministrativa di Mahakali, 3 km a S di Katmandu, sul fiume Bagmati. Mercato agricolo e zootecnico con industrie alimentari, tessili e del legno. § Fondata, sembra, verso il 229 d. C. sotto il regno di Vara Deva, con il nome di Lalitpur (città della bellezza), è sempre stato uno dei principali centri del Nepal, capitale del Paese in vari periodi in alternativa a Katmandu e Bhatgaon. Dal 1488 al 1768 fu sede di un piccolo principato indipendente. § Al regno di Aśoka (sec. III a. C.), prima della fondazione della città, si fanno risalire quattro stūpa posti attorno a uno centrale, caratterizzati, nella parte cubica (harmikā) che sormonta la base emisferica (anda), da quattro paia di grandi occhi dipinti rivolti verso i quattro punti cardinali. L'attività artistica a Patan si svolse soprattutto dalla fine del sec. XV alla fine del XVIII, in diretta competizione con gli altri due principati indipendenti di Katmandu e Bhatgaon. Nel periodo islamico (dal sec. XVI) la città fu rifugio e centro di continuità delle tradizioni artistiche legate al buddhismo e all'induismo, influenzate, specie nell'architettura, da elementi rājpūt e moghūl. Secondo moduli urbanistici comuni nel Nepal, i maggiori monumenti di Patan (templi, monasteri, piscine per sacre abluzioni) sono concentrati nelle piazze porticate al centro dei vari quartieri. La più importante è la piazza del Darbār (palazzo reale), nel cui centro sorge il tempio (a tetti sovrapposti, con ricca ornamentazione plastica) dedicato alla dea Taleju protettrice dei re Malla, il cui palazzo si sviluppa lungo un lato della piazza (gli appartamenti reali si articolano attorno a numerose corti, tra cui nota è quella del “bagno sacro”). Altri templi importanti nella piazza del Darbār sono quelli di Nārāyana, Deo-Tally e di Rādhākṛṣṇa (sec. XV-XVII). Su corti interne sono distribuiti anche i vari edifici dei complessi monastici. A Patan sussistono numerosi esempi di scultura, a bassorilievo e a tuttotondo, stilisticamente ispirata alle correnti della tradizione indiana gupta e postgupta.