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Positano

comune in provincia di Salerno (40 km), 30 m s.m., 8,53 km², 3882 ab. (positanesi), patrono: san Vito (15 giugno).

Centro della Costiera Amalfitana, situato sulle pendici dei monti Comune e Sant'Angelo a Tre Pizzi. Il primo nucleo del borgo si formò nell'alto Medioevo nei pressi di un'abbazia benedettina (sec. IX-X), alla quale fu infeudato. Rivendicata la propria autonomia, divenne un attivo centro di commercio, rivaleggiando con Amalfi fino alla conquista normanna. Nei secoli successivi decadde e passò alle dipendenze di vari signori. La bellezza della sua posizione ne fece una nota località di soggiorno, che ospitò illustri personaggi, tra cui P. Klee, P. Picasso, J. Steinbeck, R. Rossellini e D. Buzzati. § L'abitato, con le case dalle tipiche coperture a calotta sferica, costituisce un singolare complesso architettonico e urbanistico, con lunghe gradinate, strette stradine e torri di avvistamento lungo la dorsale costiera. La parrocchiale dell'Assunta ha cupola ricoperta di maioliche e campanile isolato (con un bassorilievo medievale murato) e conserva una tavola di gusto bizantino (Madonna col Bambino, sec. XIII). Poco fuori dall'abitato è il belvedere, detto anche “Schiaccone”, da cui si gode un eccezionale panorama sulla costa.§ È una frequentata ed elegante stazione balneare, con attrezzate strutture ricettive e sportive; la sua economia si basa sulle attività connesse al turismo, anche escursionistico (ascensioni ai monti Comune e Sant'Angelo a Tre Pizzi). Sviluppata è la produzione artigianale di ceramiche e articoli per l'abbigliamento (moda Positano) e sandali.§ In occasione della Festa dell'Assunta ha luogo la rievocazione storica dello sbarco dei Saraceni. Al largo di Positano sono gli isolotti Li Galli, in cui alcuni riconoscono la dimora delle Sirene descritta da Omero nell'Odissea. Nei dintorni dell'abitato si apre una cavità naturale, detta “La Porta”, dove sono venuti alla luce resti di mammiferi e di molluschi terrestri e marini del Pleistocene e dell'Olocene. In questa cavità, sulla costa della Penisola Sorrentina, scavi effettuati dal 1956 da A. M. Radmilli hanno permesso di riconoscere i mutamenti nelle attività di sussistenza tra la fine del Pleistocene e gli inizi dell'Olocene; caratterizzati dalla prevalenza di resti di mammiferi (soprattutto stambecco), nei livelli inferiori, e dal progressivo affermarsi della raccolta di molluschi terrestri, e successivamente marini, in quelli superiori. L'industria litica è attribuita all'Epigravettiano finale. Due datazioni al C14 del deposito con molluschi hanno dato 8610±200 e 9810±275 anni da oggi.