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Pròdromo, Teodòro

poeta e retore bizantino (prima metà del sec. XII). Vissuto alla corte dei Comneni, fece parte del salotto letterario d'Irene Comnena. La triplice denominazione, Prodromo, Ptocoprodromo e Ilarione, che ricorre nei suoi scritti, e le discrepanze stilistiche e cronologiche che sembrano potervisi rilevare, hanno fatto sorgere una vera e propria “questione prodromea”, tuttora insoluta. Seguendo la moda del tempo, a felice imitazione di Luciano, Prodromo scrisse i dialoghi Amaranto, Amicizia in esilio e Vendita all'incanto di poeti e uomini politici, oltre a gustose satire. Arguta esercitazione retorica è la Battaglia della gatta e dei topi, parodia drammatica della famosa Batracomiomachia pseudomerica. La sua opera organica più ampia è il romanzo Rodante e Dosicle di 4614 trimetri in 9 libri. Sotto il suo nome sono giunti inni, poesie religiose, commenti biblici e diversi sinassari, poesie d'occasione, indirizzate ai membri della famiglia imperiale e ai loro cortigiani, fra l'altro per impetrare la concessione d'un adelfato nel convento dei Mangani, e alcune poesie in demotico.