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Quinto Vercellése

comune in provincia di Vercelli (7 km), 140 m s.m., 11,06 km², 418 ab. (quintesi), patrono: santi Nazario e Celso (28 luglio).

Centro della pianura vercellese alla confluenza dei torrenti Elvo e Cervo, lungo la strada per Biella. Il paese, dove numerosi sono stati i ritrovamenti dell'Età del Bronzo e del Ferro, fu dato in feudo dall'imperatore Federico I ai conti di Biandrate; già nel 1170 passò agli Avogadro che ne ebbero la giurisdizione fino al sec. XVIII, restando però dal 1335 subordinata al milanese Azzone Visconti.§ La parrocchiale dei Santi Nazario e Celso, restaurata, è un'esempio di arte romanico-gotica; l'interno è ricoperto da affreschi di scuola novarese e vercellese (sec. XV-XVI) di vario stile. Ai margini dell'abitato, il castello degli Avogadro (originario del sec. XII e sede di un'azienda agricola) è composto da una costruzione quadrilatera con torri cilindriche angolari e mura merlate, alcune case coloniche del sec. XV e la cappella di San Pietro, rimaneggiata nel Quattrocento.§ L'economia si basa sull'agricoltura (riso, frumento, ortaggi, alberi da frutto e foraggi). Si pratica l'allevamento bovino e suino.

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