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Bièlla (città)

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capoluogo della provincia omonima, 420 m s.m., 46,68 km², 46.126 ab. secondo una stima del 2007 (biellesi), patrono: santo Stefano (26 dicembre).

Generalità

Città del Piemonte situata ai piedi dei primi rilievi alpini allo sbocco delle valli dei torrenti Cervo, Elvo e Oropa, a metà strada fra il Canavese a W e la Bassa Valsesia a E. Si compone di tre distinti nuclei urbani: il primo è posto su una modesta altura (Piazzo, ovvero la città alta sulla dorsale della collina a W); il secondo è sviluppato sull'ampio terrazzo fluviale alla destra del Cervo (Piano, ovvero la città bassa tra il torrente a E e le colline a W); il terzo (Chiavazza), esteso sulla sponda opposta del torrente, è sede di numerosi stabilimenti. Mentre la città alta è di fondazione più recente (1160), l'insediamento in pianura è menzionato già nell'826. Biella è il cuore del distretto laniero comprendente la valle Strona, la Valsessera e la Bassa Valsesia. Già appartenente alla provincia di Vercelli, è diventata capoluogo dell'omonima provincia costituita nel 1992. È sede vescovile.

Storia

Centro romano di origine celtica (lo popolarono gli antichi Victimuli), è citata come Bugella in un documento dell'826 con cui gli imperatori Ludovico il Pio e Lotario la cedevano in feudo al conte Bosone. Passata nell'882 ai vescovi di Vercelli e dotata di ampia autonomia, nel 1245 emanò i primi statuti comunali e fu retta da un consiglio (composto di sessanta membri) e da dodici consoli. Già sottomessa ai Fieschi, si diede ai Visconti (1348) per poi tornare brevemente al vescovo di Vercelli nel 1373. Nel 1379 si sottomise ad Amedeo VI di Savoia. Presa dai francesi nel 1555, tornò ai Savoia con la Pace di Cateau-Cambrésis (1559) e nel 1626 Carlo Emanuele I la elevò a capoluogo. Devastata dagli spagnoli nel 1647, nel 1704 fu occupata dai francesi. Dal 1798 al 1814 subì, come tutto il Piemonte, la dominazione napoleonica. Durante la seconda guerra mondiale subì l'occupazione nazista e fu centro attivo della Resistenza.

Arte

Mentre Biella Piano è stata trasformata dalla moderna espansione edilizia, la città alta, raggiungibile anche mediante una funicolare da cui si gode uno splendido panorama, conserva l'aspetto di insediamento signorile quattro-cinquecentesco, con bei palazzi rinascimentali (tra cui palazzo Cisterna, i due palazzi Ferrero-Lamarmora e la casa dei Teccio) ai lati dell'asse costituito dal corso di Piazzo e da via Avogadro, che segue la dorsale della collina. Il centro di Biella, nella parte bassa della città, è rappresentato da piazza del Duomo, su cui affacciano la cattedrale di Santo Stefano Nuovo e il battistero. La cattedrale (eretta a partire dal 1402 su una fabbrica del sec. X) fu pesantemente rimaneggiata tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento, quando vi venne aggiunto anche un portico goticheggiante. Il battistero, costruito probabilmente nei primi anni del sec. X con materiali eterogenei (frammenti di edifici romani, ciottoli e laterizi disposti a spina di pesce), è un'importante testimonianza di arte preromanica; l'edificio ha la pianta centrale e quattro absidi semicircolari, tra le quali si innalzano alti contrafforti che sostengono il tiburio ottagonale sormontato da un lanternino. Nei pressi della piazza si innalza una torre campanaria a otto ordini (sec. XIII), appartenente alla vecchia chiesa di Santo Stefano, demolita nel 1872. La chiesetta della Santissima Trinità (sec. XVII) fu terminata verso la metà del Settecento. Nella rinascimentale chiesa di San Sebastiano (iniziata nel 1502) si trovano dipinti di Gaudenzio Ferrari, Raffaele Giovenone e Bernardino Lanino. La chiesa di San Cassiano (sec. XVII) custodisce affreschi cinquecenteschi sulla parete dell'unica navata. Dal 2001 nel chiostro di San Sebastiano ha sede il Museo del Territorio Biellese. La città ospita inoltre il Museo Civico (che riunisce reperti di epoca romana e protostorica, opere d'arte provenienti dal Biellese e porcellane di Sèvres, di Capodimonte e orientali), il Museo-Istituto di Fotografia Alpina “Vittorio Sella” e il Museo Permanente delle Truppe Alpine “Mario Balocco”.

Economia

L'industria tessile, sviluppatasi fin dall'inizio del Novecento grazie alla grande disponibilità idrica della zona, ha attraversato, a partire dagli anni Settanta, una fase di profonda ristrutturazione che ha portato alla sostituzione del ciclo completo proprio delle maggiori aziende (dalla produzione del materiale grezzo fino alla lavorazione e al prodotto finito) con una nuova organizzazione: i singoli segmenti di lavorazione (filatura, tessitura, cardatura, tintura ecc.) hanno così rappresentato un fattore di specializzazione per nuove imprese, direttamente legate al mercato nazionale ed estero. L'industria è rivolta fra l'altro alla lavorazione del pregiatissimo cachemire, esportato in tutto il mondo. Biella è un vivace polo industriale anche in altri comparti: conta su una rete di piccole e medie imprese attive nei settori alimentare, conciario, cartario, chimico, meccanico, siderurgico, edile, energetico, dell'abbigliamento, della lavorazione del legno e delle materie plastiche. Come per tutti i distretti industriali maturi, l'innovazione si è affermata più lentamente nel settore terziario, dove prevalgono le attività commerciali, dei trasporti e dei servizi alle imprese. Del 1971 è la fondazione della Città degli Studi a indirizzo tessile, vero e proprio campus (progettato dall'architetto Gae Aulenti) con insegnamenti equiparabili agli istituti superiori e un ordinamento che include un corso di laurea in Ingegneria tessile. Importante è il turismo, a Oropa e nel Parco della Burcina, in cui è compresa una conca di due ettari riservata al rododendro.

Curiosità e dintorni

Biella ospita la manifestazione cinematografico-documentaristica, musicale e teatrale Progetto Argento (novembre), la rassegna annuale Artisti in Villa, dedicata ad artisti locali (marzo), e, nel quartiere Riva, il Mercatino dell'antiquariato minore (ultima domenica di marzo, giugno, settembre). A Biella è nato l'artista Michelangelo Pistoletto (1933), esponente tra i più significatividell'arte povera. A circa 13 km è Oropa, frequentata stazione turistica e di sport invernali, ottimamente attrezzata con impianti di risalita ai monti Mucrone e Camino. Vi sorge il celebre santuario della Madonna d'Oropa, meta di intenso pellegrinaggio.