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Rapólla

comune in provincia di Potenza (58 km), 439 m s.m., 29,05 km², 4648 ab. (rapollesi), patrono: san Biagio (3 febbraio).

Centro situato sul versante nordorientale del monte Vulture. Roccaforte longobarda sorta sulle rovine di Strapellum, accolse nel sec. X una comunità basiliana. Venne saccheggiato da Lotario III (1127) e distrutto dai Normanni di Melfi (1163); ebbe in seguito numerosi feudatari, finché nel 1416 fu assorbito dallo Stato di Melfi. Fu poi dei Carafa (1621) e dei Caracciolo di Torella (1632). Fu gravemente danneggiato dai terremoti del 1851, 1930 e 1980.§ La chiesa di Santa Lucia (sec. XI) è una costruzione romanico-bizantina con abside e due cupolette, mentre la chiesa del Crocifisso, scavata nel tufo, conserva affreschi del sec. XIV. Al sec. XIII risale la cattedrale di Santa Maria Assunta, con portale romanico, campanile quadrangolare e rilievi bizantineggianti (1209); la chiesa dell'Annunziata è barocca.§ L'agricoltura produce cereali, olive, peperoncini, fichi e uva da vino (aglianico del Vulture DOC). È discreto il movimento turistico favorito dalle terme e da sorgenti idrominerali.

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