Questo sito contribuisce alla audience di

Robèrto (re di Sicilia)

d'Angiò, re di Sicilia, detto il Saggio (1278-1343). Terzogenito di Carlo II lo Zoppo, re di Sicilia a dieci anni, per l'Accordo di Campofranco, fu dato in ostaggio a Federico d'Aragona in cambio della liberazione del padre. Nel 1295, morto Carlo Martello, primogenito di Carlo II, Roberto tornò libero e l'anno seguente, fattosi frate il secondogenito Ludovico, fu nominato duca di Calabria ed erede al trono (1297) e si unì in matrimonio con Iolanda Violante d'Aragona, sorella di Giacomo II, che rinunciò alla Sicilia in favore degli Angioini. I Siciliani, però, elessero loro re Federico d'Aragona e la guerra fu ripresa. Roberto d'Angiò guidò le truppe angioine dal 1298 al 1302 quando fu conclusa la Pace di Caltabellotta. Rimasto vedovo (1303), sposò Sancia di Maiorca (1304) e l'anno seguente fu eletto dai Fiorentini capitano generale battendosi contro i Ghibellini di Pistoia. Morto Carlo II (1309), Roberto gli succedette, ma gli si oppose Caroberto re d'Ungheria, figlio di Carlo Martello. L'intervento di Clemente V, che nell'agosto 1309 incoronò ad Avignone Roberto, risolse la contesa. Roberto si oppose poi a Enrico VII; l'imperatore lo condannò in contumacia (aprile 1313) e, alleatosi con Federico d'Aragona, malgrado la minacciata scomunica papale, mosse contro il regno di Napoli, ma il 24 agosto Enrico morì. Roberto, capo riconosciuto dei guelfi, estese così ancora di più la sua influenza in Lombardia, Toscana e Piemonte dove aveva vasti possedimenti. Signore di Genova e di Ferrara (1309) oltre che di Firenze, nominato dal papa senatore di Roma nel 1317, godette di un'enorme fama (si ricordi l'incoronazione poetica di Petrarca), ma, malgrado la sua abilità politica, le fortune sue e del regno di Napoli declinarono. La morte del figlio Carlo duca di Calabria (1328), la venuta in Italia di Ludovico il Bavaro e poi quella di Giovanni di Boemia segnarono la ripresa del partito ghibellino e Roberto perse gran parte dei feudi in Piemonte. Impegnato contemporaneamente in una logorante guerra contro i re di Sicilia Federico II (m. 1337), Pietro II (m. 1342) e Luigi, Roberto non poté far fronte alle pretese della nobiltà che indebolirono il suo regno. Morì il 19 gennaio 1343 e fu sepolto in S. Chiara a Napoli; gli succedette la nipote Giovanna, figlia di Carlo, moglie di Andrea d'Ungheria.

Media


Non sono presenti media correlati