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Romagnano Sèsia

comune in provincia di Novara (30 km), 268 m s.m., 18,07 km², 4216 ab. (romagnanesi), patrono: san Silvano (10 luglio).

Centro dell'Alto Novarese, situato presso lo sbocco in pianura della Valsesia. Di origine romana, appartenne nel Medioevo alla Chiesa di Vercelli. Fu quindi per secoli feudo dei marchesi di Romagnano, anche durante il dominio visconteo. Nel 1447, nonostante la tenace difesa di Bartolomeo Colleoni fu saccheggiato dai francesi. Dopo la metà del sec. XVI il feudo fu dei Dal Pozzo di Vercelli, dei Borromeo e dei Ferrero, giungendo nel 1588 ai Serbelloni.§ A S dell'abitato, caratterizzato da antichi portici, case medievali e una casa-forte, sorge l'oratorio di San Martino (sec. XI), con imponente campanile coevo. La chiesa barocca della Madonna del Popolo custodisce affreschi di Tarquinio Grassi. La parrocchiale di San Silvano fu eretta nel 1844-55 in seguito all'incendio dell'omonima abbazia benedettina secentesca; conserva un'opera attribuita a Bernardino Luini (Pentecoste) e una di Bernardino Lanino (Ecce Homo), entrambe cinquecentesche. Sopravvivono tre arcate di un ponte medievale (sec. XII) conosciute come “porte dei diavoli” o “porte dei peccati”. A Romagnano Sesia ha sede il Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia.§ L'economia si basa sull'industria, attiva nei settori tessile, cartario, meccanico, enologico, della lavorazione del legno e degli isolatori di porcellana. L'agricoltura produce uva, cereali e foraggi per l'allevamento bovino.§ Negli anni dispari, il Giovedì e il Venerdì Santo si svolge una pittoresca rappresentazione in costume della Passione di Cristo.

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