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Saint-Rhémy-en-Bosses

comune della Valle d'Aosta (21 km da Aosta), 1519 m s.m., 65,29 km², 387 ab. (saint-rhémiars), patrono: san Leonardo (6 novembre).

Centro esteso nell'alta valle del Gran San Bernardo; sede comunale è Saint-Léonard. Il territorio, anticamente abitato dai Salassi e poi dai Romani, nel Medioevo fu possesso della signoria di Gignod. Dal 1939 al 1946 si chiamò San Remigio. § Al sec. XV risalgono il castello di Bosses, incompleto, e una casa-forte a Chevillen. La tradizione attribuisce a san Bernardo la costruzione dell'ospizio sul valico: nel 1475 fu sottratto, con il Vallese, alla sovranità dei Savoia, che però continuarono a esercitare il patronato su di esso fino al 1752. L'edificio attuale, costruito tra il 1821 e il 1825, comprende anche la chiesa e il museo. L'ospizio è celebre anche per aver costituito uno dei principali centri di allevamento e addestramento dei cani san Bernardo. § L'economia si basa sull'agricoltura (frutta, uva, cereali, patate, foraggi), l'allevamento bovino, cui si collega una vivace produzione lattiero-casearia (fontina DOP), e il turismo: la località è base di partenza per escursioni al passo del Gran San Bernardo, raggiungibile a piedi in circa due ore e mezza, ed è servita da un comprensorio sciistico alla Testa di Crevacol con bella vista sul San Bernardo. § È tra i centri della valle del Gran San Bernardo dove si svolge il tradizionale Carnevale, ispirato al passaggio delle truppe napoleoniche (rievocate dalle maschere con giacche a coda dette “landzettes”), le cui origini risalgono agli inizi dell'Ottocento. Nel cosiddetto “plan de Jupiter” sono visibili i resti di due mansiones, punti di accoglienza dislocati a intervalli regolari lungo i percorsi viari, sedi anche del servizio postale pubblico, e le gradinate, incise nella roccia, del tempietto dedicato a Jupiter Poeninus, accanto allo sperone dove si erge la statua di San Bernardo, patrono degli alpinisti.