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Salèmi

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comune in provincia di Trapani (37 km), 446 m s.m., 181,82 km², 11.578 ab. (salemitani), patrono: san Giuseppe (19 marzo).

Generalità

Cittadina situata sui rilievi collinari alla destra del torrente Delia. Il nuovo centro, riedificato a NE del preesistente abitato, in località San Leonardo, si sviluppa secondo uno schema ad anelli concentrici, con gli edifici disposti a schiera.

Storia

Viene identificata da alcuni con Halicyae, la città fondata dai Sicani o dagli Elimi che combatté insieme a Segesta contro i Siracusani. In epoca romana fu, come Segesta e Palermo, una civitas libera et immunis. Importante centro in epoca araba, durante la quale si chiamò Salem (“pace, salute”), si sviluppò ulteriormente in epoca normanna, quando fu eretto il castello (riedificato in seguito da Federico II), e con l'insediamento (sec. XIII-IV) degli ordini mendicanti. In seguito fu feudo dei Ventimiglia e dei Moncada. Il 14 maggio 1860 Garibaldi vi assunse la dittatura della Sicilia in nome del re Vittorio Emanuele II di Savoia. Subì gravi danni dal terremoto del 1968.

Arte

Domina l'abitato il castello riedificato nel sec. XIII da Federico II, che conserva tre torri angolari, due quadrate e una cilindrica. Spiccano tra le architetture medievali del borgo antico le imponenti strutture barocche della chiesa e del collegio dei Gesuiti, dove è stata allestita la Mostra di Cimeli del Risorgimento, che raccoglie fotografie, armi e documenti che testimoniano il contributo della città agli episodi del 1848-60. Lo stesso collegio ospita il Museo Civico, dove sono esposti dipinti e sculture provenienti dalle chiese del territorio distrutte dal sisma e dal villaggio preistorico di Mokarta.

Economia

Alla viticoltura specializzata (uva da mosto e da tavola), si affiancano coltivazioni di olivi, cereali e alberi da frutto (soprattutto agrumi); è praticato l'allevamento bovino, ovino, caprino e di lumache. L'industria è presente nei settori enologico (produzione di delia nivolelli DOC), lattiero-caseario, del legno (mobili), dei materiali da costruzione (calcestruzzo), degli imballaggi (sacchetti, buste e scatole) e dell'abbigliamento (calze e biancheria). Sono ancora attivi l'artigianato dei tappeti e del lino (tessitura e ricamo) e la produzione artigianale della frutta di Martorana.

Curiosità

Dedicata a San Biagio (3 febbraio) è la Festa dei Pani, che si celebra con la confezione e la distribuzione di pani di pasta non lievitata dalle varie forme, tra cui, cuddureddi (ciambelline, che simboleggiano la gola di cui il santo è protettore) e cavaduzzi (dalla forma di piccoli animaletti, che ricordano la liberazione dalle cavallette che invasero le campagne salemitane nel sec. XVI). Il 19 marzo, in molte case, vengono allestite delle cappelle votive con le cosiddette “cene di San Giuseppe”, mense con enormi quantità di pietanze (non inferiori a 19 e non superiori a 101), cui vengono invitati vari commensali.

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