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San Vito

comune in provincia di Cagliari (68 km), 13 m s.m., 239,36 km², 3895 ab. (sanvitesi), patrono: san Vito (15 giugno).

Centro del Sarrabus, situato alla destra del basso corso del Flumendosa; è compreso nel Parco Naturale Regionale dei Sette Fratelli – Monte Genis, dove vive una ricca fauna (cervo sardo, aquila reale, mufloni ecc.). Sorto in un territorio che reca traccia della presenza nuragica, nel Medioevo fece parte della curatoria di Sarrabus, compresa nel Giudicato di Cagliari (sec. XI) e, dal 1258, fu dei Visconti di Gallura; possesso dei pisani all'inizio del Trecento, fu poi conquistato dagli Aragonesi che lo infeudarono (1363) ai Carroz della Contea di Quirra, di cui seguì le sorti, passando nel sec. XVI ai Centelles e nel 1798 agli Osorio de la Cueva, che vi rimasero fino all'abolizione dei feudi (1839).Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento vi furono attive alcune miniere argentifere e metallifere. § Nella parte alta dell'abitato sorge la chiesa medievale di San Lussorio, restaurata, che presenta un'unica navata con copertura a capriate poggiante su mensole con intagli lignei. Nella frazione di San Priamo sorge l'omonima chiesetta, posta a ridosso di una rupe; è costituita da due parti distinte: la prima, in cui sgorga una piccola sorgente, risale al sec. XI, mentre la seconda fu aggiunta al tempo della dominazione spagnola (sec. XVI-XVII), quando tutta la chiesa fu ristrutturata. Probabilmente questo sito fu un luogo sacro, dedicato al culto delle acque e frequentato in modo continuativo fin dalla preistoria, come testimoniano i resti di un nuraghe nelle vicinanze.§ L'economia si basa in prevalenza sull'agricoltura (agrumi, olive e uva) e sull'allevamento caprino. È attivo l'artigianato dei tappeti, delle stuoie e del legno.San Vito è la patria delle launeddas, uno strumento musicale molto antico formato da canne affiancate che producono un suono simile a quello della zampogna. § Nei dintorni sorgono alcune domus de janas e il complesso delle miniere, ormai abbandonate e comprese nel Parco Geominerario della Sardegna.

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