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Seyrig, Delphine

attrice francese (Beirut, Libano, 1932-Parigi 1990). Dal 1952 lavorò per il teatro, a Parigi ( si ricordano le interpretazioni su testi di P. A. Beaumarchais, J. Giraudoux, O. Wilde). Due anni dopo si trasferì negli USA, per seguire i corsi dell'Actors' Studio, dove recitò in inglese L. Pirandello, H. Ibsen e ancora Giraudoux, partecipando a uno sceneggiato televisivo e affrontando per la prima volta il cinema nel film Pull My Daisy (1958). Scoperta da A. Resnais, fu lanciata in L'année dernière à Marienbad (1961; L'anno scorso a Marienbad) quale enigmatica, sofisticata “presenza” liberty e poi guidata, come protagonista di maggiore consistenza psicologica, in Muriel (1963; Muriel, il tempo di un ritorno). Frattanto, valorizzata da S. Pitoëff, suo comprimario in Marienbad, si impose anche al Théâtre Moderne, interpretando nel 1961 R. Musil e Ǎ. Čechov, nel 1962 Pirandello al Vieux-Colombier, nel 1963 I. Turgenev (Un mese in campagna, poi portato in televisione) all'Atelier, e successivamente Čechov, H. Pinter ecc. Per il piccolo schermo recitò Hedda Gabler di Ibsen e apparve nel Lys dans la vallée (Il Giglio nella valle) di H. de Balzac (1970); per il cinema fu tra l'altro protagonista in La musica (1967) di M. Duras, Mister Freedom (1969; Evviva la libertà) di W. Klein, The day of the jackal (1973; Il giorno dello sciacallo) di F. Zinnemann, Le rouge aux lèvres (1971) di H. Kümel e diretta da registi del calibro di J. Losey, in A doll's house (1973; Casa di bambola), F. Truffaut in Baisers volés (1968; Baci rubati) e L. Buñuel in Le charme discrète de la bourgeoisie (1972; Il fascino discreto della borghesia). Tornò in primo piano nel 1975 con cinque film: India Song della Duras, Aloïse di L. de Kermadec, Jeanne Dielman, 23 Quai du Commerce, 1080 Bruxelles della belga C. Akerman. Tra gli altri film ricordiamo: Caro Michele (1976), Chère inconnue (1980; Mia cara sconosciuta), Freak Orlando (1981), Golden Eighties (1986).