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Spilimbèrgo

comune in provincia di Pordenone (30 km), 132 m s.m., 72,47 km², 11.087 ab. (spilimberghesi), patrono: san Rocco (16 agosto).

Centro dell'alta pianura friulana, presso la riva destra del fiume Tagliamento. Importante nodo stradale in epoca romana, nel Medioevo si sviluppò attorno al castello (sec. X-XI), possesso feudale degli Spengemberch, dai quali il centro prese poi il nome. Durante tutto il Trecento fu conteso a lungo tra i Da Camino, Aquileia, Venezia, Friuli e Austria, finché passò a Venezia nel 1420, seguendone le vicende. § Il vecchio borgo conserva molti pregevoli monumenti. Il duomo, di aspetto gotico, fu costruito tra il 1284 e il 1359; sulla facciata spiccano il portale romanico di Zenone da Campione (1376) e la lunetta sovrastante, con il bassorilievo dell'Incoronazione della Vergine; all'interno pregevoli opere dei sec. XIV e XVI. Da segnalare i vicini edifici della Loggia del daziario (sec. XIII), antica sede dei magistrati, e la Pergola, edificio in stile gotico veneziano (sec. XIV), con monofore e bifore nella facciata, restaurato nel 1950-51 e adibito a sede comunale. Il complesso del castello, noto dal sec. VIII, fu ricostruito nel Cinquecento in forme gotico-rinascimentali. Tra gli edifici che si affacciano sul cortile centrale notevole è il palazzo Dipinto. § L'agricoltura produce frutta, cereali, uva da vino e foraggi; si pratica l'allevamento bovino. L'industria è attiva nei settori meccanico, chimico, idrosanitario, alimentare, enologico, tessile, dell'imbottigliamento, del legno, dell'arredamento, della gomma, della carpenteria metallica, della meccanica di precisione, dell'abbigliamento, dell'oggettistica, dei combustibili e dei materiali da costruzione. Famosa la Scuola di mosaicisti, operante dal 1921.

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