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Cividale del Friuli

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comune in provincia di Udine (17 km), 135 m s.m., 50,57 km², 11.373 ab. (cividalesi), patrono: santi Donato e Romolo (21 agosto).

Generalità

Cittadina adagiata sulle propaggini meridionali delle Prealpi Giulie, allo sbocco della valle del fiume Natisone nell'alta pianura friulana. Il nucleo urbano, dal marcato carattere tardomedievale perfettamente conservato, si allunga sulla riva destra del fiume, affacciato su una gola spettacolare.

Storia

Insediamento veneto del periodo pregallico, dal sec. I a. C. fu sede di una colonia romana (Forum Iulii). Municipio nel sec. V, dopo la distruzione a opera degli Unni di Iulium Carnicum (Zuglio) divenne sede vescovile. Eretta, per volere di Alboino, a capitale del primo ducato longobardo nel 568, fu chiamata Civitas. Nel 610 fu devastata dagli Avari, ma si riprese, seppur lentamente, diventando nel sec. VIII uno dei più importanti centri dell'Italia longobarda (di cui oggi è considerata una delle testimonianze più significative). Dal 730 al sec. XIII fu residenza del patriarca di Aquileia. Nel 774 fu occupata dai Franchi. Nel sec. IX, con Lotario I, divenne la prima città della marca veneto-illirica (Austria longobarda), assumendo il nome di Civitas Austriae (il nome Forum Iulii, poi Friuli, rimase a indicare l'intera regione). Afflitta in seguito dalle invasioni ungare, si risollevò nel sec. XII, quando il Friuli andò al Patriarcato di Aquileia e Cividale divenne un fiorente comune autonomo. Nel 1353 Carlo IV vi istituì un'università, attiva fino al 1419. La lotta con Udine per la supremazia sul Friuli la fiaccò e nel 1419 si diede a Venezia per salvarsi dall'assedio ungherese. Sotto la dominazione veneziana la città decadde; con la pace di Worms (1530) perdette le miniere di mercurio d'Idria e il castello di Tolmino, che la mettevano in comunicazione con i paesi transalpini. Nel 1553 ebbe un proprio provveditore e da allora svolse un ruolo marginale all'interno della Repubblica Veneziana. Al termine dell'età napoleonica passò sotto l'Austria, cui rimase fino al 1866, anno dell'annessione all'Italia. Durante la prima guerra mondiale, dopo la disfatta di Caporetto, subì un anno di occupazione austriaca.

Arte e architettura

La cittadina conserva un rilevante complesso di monumenti altomedievali, promossi dall'UNESCO patrimonio dell'umanità nel 2011 all'interno della Rete Longobarda. Il duomo di Santa Maria Assunta fu iniziato nel 1453 e completato nel sec. XVI secondo il progetto a cui partecipò anche Pietro Lombardo. La semplice facciata ha tre portali ogivali; all'interno sono conservati dipinti di Giovanni da Udine, del Pordenone, di Gaspare Diziani, del Maggiotto e la pala d'argento dorato con Madonna, santi e il patriarca Pellegrino II (1194-1204). In piazza del Duomo si affacciano il Palazzo dei Provveditori Veneti, eretto nel 1565 su disegno del Palladio (è sede del Museo Archeologico Nazionale), il palazzo De Nordis e il Palazzo Comunale (sec. XIV). L'oratorio di Santa Maria in Valle, noto come “tempietto longobardo” (sec. VIII-IX), conserva decorazioni a fresco (sec. XI) e a stucco (sec. VIII-XI), tra cui le sei celebri figure di sante a tutto tondo della parete d'ingresso, il cosiddetto “sarcofago di Piltrude” (sec. VIII), stalli lignei quattrocenteschi e i bei plutei della recinzione del coro. Il Museo Cristiano, che raccoglie sculture cividalesi altomedievali, conserva due importanti monumenti dell'arte longobarda del sec. VIII: il battistero di San Callisto, formato da una vasca ottagonale con parapetti scolpiti e da un'edicola ad archi su colonne con il pluteo di Sigualdo (patriarca dal 762 al 776), e l'ara di Ratchis, in pietra del Carso, ornata di bassorilievi a tema religioso. Ai sec. XIV-XV risale l'ogivale porta Arsenale Veneto e al 1468 la chiesa di San Biagio, eretta in stile gotico.

Economia

L'industria opera nei comparti siderurgico, metalmeccanico, del legno, edile e alimentare (“gubana”, dolce tipico delle valli del Natisone). L'agricoltura dà cereali, uva da vino (DOC) e foraggi. Attivo il turismo culturale e naturalistico.

Curiosità

Il 6 gennaio nel duomo ha luogo la tradizionale messa dello Spadone; a luglio la città ospita il Mittelfest (festival della cultura centroeuropea).