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Sumatra

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Geografia

Isola (480.793 km²; 54.412.200 di ab. secondo una stima del 2014) dell'Oceano Indiano, politicamente appartenente all'Indonesia, di cui costituisce con le isole minori adiacenti l'intero settore occidentale. Sumatra, la seconda per estensione dopo il Borneo tra le Grandi Isole della Sonda, si allunga per ca. 1750 km in direzione NW-SE sulla dorsale, parzialmente sommersa, costituita dai rilievi dei Monti Arakan in Birmania, dal festone insulare delle Andamane e Nicobare, da Giava (da cui Sumatra è separata tramite lo Stretto della Sonda) e da buona parte delle Piccole Isole della Sonda. L'isola è bagnata a N dal Mare delle Andamane, a NE dallo Stretto di Malacca (che la separa dalla Penisola di Malacca), a E dal Mar Cinese Meridionale, a SE dal Mar di Giava, a W e a S dall'Oceano Indiano. La parte orientale dell'isola è interessata da una vasta pianura alluvionale, ancora parzialmente paludosa, costruita nell'era quaternaria dalle alluvioni dei fiumi che scendono verso E dai rilievi occidentali, che si succedono per tutta la lunghezza di Sumatra e il cui settore centro-meridionale è occupato dai Monti Barisan, con alcuni apparati vulcanici tuttora attivi e con cime superiori ai 3000 m (Kerinci, 3798 m). Il settore settentrionale dell'isola è pressoché interamente montuoso, tranne che nelle fasce costiere: le cime principali sono rappresentate dai vulcani Leuser (3381 m) e Abong Abong (2985 m). I maggiori fiumi sono l'Asahan, il Barumun, il Rokan, il Kampar, l'Inderagiri, il Hari, il Musi e il Mesuji. Dei laghi della regione alcuni sono formati entro conche interne o entro crateri di vulcani spenti: il più caratteristico è il lago Toba, le cui acque circondavano completamente il vulcano Samosir, sin quando una colata lavica saldò l'apparato alle sponde del lago. Buona parte dell'isola è ricoperta dalla foresta pluviale, rigogliosa grazie alla grande abbondanza di precipitazioni, specie in estate e in autunno (la quantità media annua è compresa tra 2500 e 4000 mm, con punte massime di oltre 6000 mm), e all'elevata temperatura tipicamente equatoriale (Sumatra è infatti tagliata a metà dall'Equatore). La popolazione è costituita da Malesi di vari gruppi etnici, quali i Batak, i Minangkabau, gli Aceh, a loro volta suddivisi in numerosi sottogruppi; prevale la religione musulmana, ma presso i Batak è diffuso anche il cristianesimo. Sumatra ha uno sviluppo economico inferiore a quello della vicina Giava, malgrado i cospicui giacimenti minerari (petrolio, carbon fossile, ferro, oro, argento, zolfo) e i terreni vulcanici o alluvionali molto fertili. L'industria è presente in vari rami (chimico, petrolchimico, alimentare, metalmeccanico, tessile, del legno, della gomma e della carta) nelle principali città, ma la maggiore risorsa economica resta comunque l'agricoltura (canna da zucchero, caffè, tabacco, tè, palme da olio e da cocco, riso, sisal, mais, manioca) insieme allo sfruttamento forestale (legname pregiato, resine, caucciù). Praticati sono anche l'allevamento del bestiame (suini, bovini) e la pesca (soprattutto dagli immigrati cinesi). Le città principali dell'isola sono Medan, Palembang, Telukbetung, Padang, Jambi, Pakanbaru, Pematangsiantar, Bukittinggi e Banda Aceh. Amministrativamente Sumatra è divisa in 8 province. Il Patrimonio della foresta tropicale di Sumatra è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2004. In bahasa, Sumatera.

Storia

Le più antiche testimonianze della civiltà di Sumatra risalgono al periodo paleolitico e mostrano tracce di una popolazione di origine papua-melanesiana. Nei sec. I e II d.C. colonie di mercanti portarono a Sumatra la civiltà indù e formarono piccoli regni lungo le coste. Il primo grande regno a Sumatra fu quello di Śrīvijaya di cui, a partire dal sec. VII, divenne il centro politico, commerciale e religioso. Esso tuttavia declinò nel sec. XIV a causa dell'emergente potenza del regno di Giava. Il periodo coloniale iniziò per Sumatra con l'arrivo dei Portoghesi nel sec. XVI. Seguì un lungo periodo di dominazione da parte della Compagnia Olandese delle Indie Orientali (dalla metà del sec. XVII alla fine del XVIII) sotto il quale l'isola prosperò. Occupata dalle truppe giapponesi (1942-45), dopo la liberazione Sumatra entrò a far parte dell'Indonesia. Nei primi anni del Duemila Sumatra è stata colpita da un susseguirsi di calamità naturali, tra cui il terremoto nel 26 dicembre 2004, a cui seguì un devastante tsunami, e ulteriori terremoti nel 2005, 2009 e 2010.

Arte

Il patrimonio artistico dell'isola documenta manifestazioni prodottesi nel corso di circa duemila anni, dall'attività megalitica della seconda metà del primo millennio a.C. (pitture, sculture e tombe a lastre litiche nell'altopiano di Pasemah) alla fioritura, dal sec. VII al sec. XIV, dell'arte Śrīvijaya (Palembang), fino alle esperienze più tarde (sec. XV) della tradizione scultorea (opere da Gedong Sura e da altri luoghi di Sumatra). Sia nelle particolari espressioni dell'arte indigena (sarcofagi dal lago Toba, caratteristici dell'arte monumentale dei Batak), sia negli sviluppi degli stili ornamentali curvilinei derivati dalla cultura dei metalli di Dong Son (dalla copertura a tetti multipli delle case, riccamente scolpite e colorate, dei Toba e dei Karo, alle singolari tecniche decorative dei tessuti), come nell'assimilazione delle componenti culturali venute dalla civiltà indiana nel sec. VII, l'attività artistica a Sumatra presenta caratteri che rientrano nello svolgimento generale dell'arte dell'Indonesia.