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Swinburne, Algernon Charles

poeta e critico inglese (Londra 1837-1909). Appassionato fin dall'infanzia di lingue e letterature classiche e moderne, fu educato a Eton e a Oxford, che però lasciò nel 1859 senza aver conseguito la laurea. È di questi anni l'amicizia con D. G. Rossetti e la sua cerchia, e l'influenza dei preraffaelliti fu – assieme alla scoperta dei drammaturghi elisabettiani, del Vecchio Testamento, dei tragici greci, di C. Baudelaire e del marchese di Sade – uno degli elementi de terminanti nella formazione della sua straordinaria personalità artistica. I suoi primi due drammi, The Queen Mother (La regina madre) e Rosamond, del 1860, passarono inosservati, ma nel 1865 – nel frattempo era andato ad abitare assieme a D. G. Rossetti e a G. Meredith e aveva visitato due volte l'Italia, incontrando a Firenze il poeta W. Savage Landor, in cui riconobbe sempre un maestro – ottenne un grande successo con la tragedia in versi Atalanta in Carydon (1865; Atalanta in Calydon), ispirata a modelli greci. Dello stesso anno è Chastelard, primo di tre drammi – gli altri sono Bothwell (1874) e Mary Stuart (1881) – imperniati sulla figura di Maria Stuarda e caratterizzati da una vena profondamente erotica e sensuale, che provocò grande sensazione tra il pubblico vittoriano. Ancora maggiore fu lo scalpore, anzi lo scandalo, suscitato dalla pubblicazione del primo volume di Poems and Ballads (1866; Poesie e ballate), ricco di note paganeggianti e morbose – un secondo volume, di tono molto più pacato, apparve nel 1878. L'incontro con Giuseppe Mazzini (1867) riaccese in Swinburne giovanili ardori repubblicani e i Songs before Sunrise (1871; Canti antelucani), dedicati alla causa della libertà italiana, sono una testimonianza di questo entusiasmo. Affaticato dal grande lavoro – si ricordano, di questo secondo periodo, la tragedia Erechteus (1875), il poema cavalleresco Tristram of Lyonesse (1882; Tristano di Leonessa) e importanti opere critiche, quali gli Essays and Studies (1875), le Miscellaines (1876) e gli studi su W. Shakespeare (1880), V. Hugo (1886) e B. Jonson (1889) – e dalle intemperanze di una vita sregolata, il poeta si ritrovò, a quarant'anni, sull'orlo del collasso fisico e nervoso, e fu soltanto con le pazienti cure dell'amico T. Watts-Dunton che poté recuperare la salute. Dal 1880 fino alla morte abitò con Watts-Dunton e altrimenti in perfetto isolamento, in una villa nel sobborgo londinese di Putney. Accostabile a quella di A. Tennyson per raffinatezza tecnica e intensità di effetti ritmici e musicali, la poesia di Swinburne se ne distacca nettamente sul piano della profondità di pensiero (è evidente la mancanza di un centro unitario di ispirazione), ma soprattutto per la presenza, pervasiva e insistente anche nei versi di carattere politico, di una carica erotico-sensuale a tinte fortemente sataniche e sadomasochistiche. Valido innovatore specialmente nella fase iniziale, Swinburne fu tra i rappresentanti più cospicui della reazione antivittoriana e contribuì in maniera determinante all'evoluzione del movimento preraffaellita verso i moduli dell'estetismo e del decadentismo.