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Szöcs, Géza

poeta romeno di lingua ungherese (Tîrgu Mures 1953). Redattore della rivista letteraria trilingue Echinox a Cluj-Napoca e del supplemento letterario Fellegvár dal 1977 al 1981, fu uno dei creatori della rivista Ellenpontok pubblicata in samizdat all'inizio degli anni Ottanta e sequestrata dalle autorità. Costretto all'esilio nel 1986, è tornato in Romania nel 1990, divenendo deputato. Abbandonata nel 1993 l'attività politica, ha assunto la direzione della rivista politico-letteraria Ùj Ezred (Nuovo Secolo). Influenzato dal surrealismo, Szöcs lo elabora arricchendo di una dimensione “fantascientifica” la sua poesia e offrendo nuove parole-immagini all'eredità della lirica di A. József, D. Kosztolányi e altri grandi. La malinconia e l'impegno politico, l'ironia leggera e l'invocazione, che nei volumi pubblicati negli anni Ottanta diviene grido d'aiuto, sono i principali temi della lirica di Szöcs. L'amore si profila sullo sfondo, apparentemente sogno romantico di un adolescente mai cresciuto, in realtà spesso occasione per giochi di parole e allusioni linguistiche tutt'altro che sottili. La figura angelicata della donna nasconde spesso un'irritata misoginia. Opere principali: Tu hai attraversato le acque? (1976), Belvedere e dintorni (1977), Duello, ovvero la ventitreesima nevicata (1979), Il burattino sbattuto dal vento (1986), La visita dell'uniforme (1986), Strade, violini imbottiti (frammenti di romanzo, 1988), Le scarpe di pelle di gabbiano (1989), L'ospitale ovvero Sinbad a Marienbad (1992).