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Taglióni, Marìa

ballerina italiana (Stoccolma 1804-Marsiglia 1884). Allieva di J. F. Coulon all'Opéra di Parigi, poi del padre, Filippo. Debuttò a Vienna nel 1822 ne La réception d'une jeune nymphe à la Cour de Terpsichore, creato appositamente per lei dal padre. Dopo i primi impegni a Monaco e Stoccarda, debuttò a Parigi con una breve apparizione nel balletto Le Sicilien (1827). Danzò poi nelle opere di G. RossiniLa belle au bois dormant e Guglielmo Tell (1829) su coreografie di J.-P. Aumer e, con coreografie del padre, ne Le Dieu et la Bayadère, nell'opera Robert le Diable (1831) e ne La Sylphideche segnò il suo trionfo. Grazie alle particolari linee allungate delle sue proporzioni e all'uso espressivo, non più solo virtuosistico, della tecnica sur les pointes, Taglioni esprimeva mirabilmente l'aspirazione al distacco dalle passioni terrene e l'elevazione verso l'ideale sovrannaturale, proprie del romanticismo. Viene annoverata tra le poche interpreti che siano state capaci di influenzare in modo determinante l'evoluzione del balletto, indirizzando lo stile verso un uso espressivo della tecnica e liberandolo dai residui elementi di affettata stilizzazione settecentesca ancora in uso. Lo straordinario successo che l'aveva accolta a Parigi la seguì in tutt'Europa: da Berlino a Londra, a San Pietroburgo – dove si esibì regolarmente dal 1837 al 1842 suscitando incredibili entusiasmi –, da Varsavia a Milano, a Torino, e ancora Vienna e Stoccolma. Fra le sue interpretazioni di maggior successo La gitana (1838) e L'ombre (1839), entrambi coreografati dal padre, e, su coreografie di J. Perrot, il celebre Pas des quatre (1845) e Le jugement de Paris (1846) che segnò anche il suo ritiro dalle scene.

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