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Trióra

comune in provincia di Imperia (47 km), 780 m s.m., 67,76 km², 408 ab. (trioresi), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto).

Centro dell'alta valle del torrente Argentina, arroccato su uno sperone del monte Trono. Parte della Marca arduinica fino al sec. XI, passò ai conti di Ventimiglia (sec. XII) e dal 1261 a Genova, che la mise a capo di una podesteria.§ L'abitato conserva il tipico aspetto medievale dalle alte case dai portali in ardesia istoriati con stemmi, figure allegoriche e scene religiose, in un tessuto intricato di piazzette, vicoli, scalinate e cortili. Del castello (sec. XIII), che garantiva la difesa dell'abitato a N, rimane il mastio cilindrico. La chiesa campestre di San Bernardino (sec. XV), caratterizzata da un portico laterale sorretto da quattro pilastri, conserva un interessante ciclo di affreschi del 1463; la chiesa di San Dalmazio (sec. XIII) fu rimaneggiata nel Quattrocento. Nella collegiata dell'Assunta (sec. XIII-XIV, più volte rifatta) si conserva un prezioso dipinto su tavola a fondo in oro (Battesimo di Gesù) di Taddeo di Bartolo (1397), maestro senese attivo nella regione; l'oratorio di San Giovanni Battista (1694), costruito su dodici pilastri, conserva una statua del Maragliano. La chiesa extraurbana di Sant'Agostino (1615) ha il campanile decorato da mattonelle policrome. Il Museo Regionale Etnografico include una sezione interamente dedicata alla stregoneria: in queste sale è possibile ripercorrere, attraverso vari documenti, anche un processo svoltosi qui nel sec. XVI contro alcune donne accusate di stregoneria.§ Rilevante è l'attività turistica: la località Monesi di Triora si è affermata come discreta stazione per gli sport invernali e base di partenza per escursioni. L'agricoltura produce cereali, frutta (soprattutto uva) e foraggi; si pratica l'allevamento ovino e bovino. Sono attive imprese manifatturiere nei settori del mobile e della produzione delle bambole.

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