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Vanuatu

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(Ripablik blong Vanuatu). Stato dell'Oceania (12.190 km²). Capitale: Port Vila. Popolazione: 233.000 ab. (stima 2008). Lingua: bislama, francese e inglese (ufficiali). Religione: protestanti 35,7%, cattolici 14,6%, anglicani 14%, altri 35,7%. Unità monetaria: vatu. Indice di sviluppo umano: 0,686 (123° posto). Confini: oceano Pacifico. Membro di: Commonwealth, ONU e PC.

Generalità

Stato dell'oceano Pacifico sudoccidentale, nella Melanesia, corrispondente all'arcipelago delle Nuove Ebridi (New Hebrides); è costituito da ca. 40 isole, allineate su due festoni in direzione N-S per circa 800 km, e in direzione E-W per circa 200 km. Assai lontane dal continente australiano, posto più di 1800 km a W, le isole che formano Vanuatu sono relativamente prossime alle più orientali Figi. La superficie delle terre emerse è irrisoria rispetto alla vastità degli spazi oceanici sui quali si affacciano: esse, infatti, si susseguono da N a S per più di 700 km. L'arcipelago è tra i meno europeizzati del Pacifico.

Lo Stato

Noto in passato come Nuove Ebridi, dal 30 luglio 1980, l'arcipelago è una repubblica indipendente con il nome di Vanuatu. Capo dello Stato è il presidente della Repubblica, eletto ogni 5 anni dal Parlamento e dai presidenti dei consigli regionali. Il potere legislativo è esercitato dal Parlamento, unicamerale, eletto ogni 4 anni a suffragio diretto; il potere esecutivo spetta al Consiglio dei ministri, nominati dal primo ministro. Il sistema di diritto in uso è una commistione di norme inglesi e francesi e la giurisdizione internazionale non è accettata. All'interno del Paese, la giustizia civile e penale è amministrata dalla Suprema Corte. Nell'isola non è presente un esercito regolare; è in forza tuttavia un corpo di polizia per la difesa del territorio e dei confini marittimi. L'istruzione è gratuita e gli sforzi governativi per la diffusione della scolarizzazione hanno portato a una riduzione dell'analfabetismo, che è sceso in modo significativo pur se si attesta ancora a livelli elevati, se paragonato con altri Paesi del Pacifico (21,9% nel 2007). La scuola primaria dura 5 anni, quella secondaria 7. L'istruzione superiore è impartita nella sede distaccata dell'Università del Pacifico del Sud.

Territorio: geografia fisica

Dei due festoni che, come si è detto, formano l'arcipelago, il più importante è quello occidentale, comprendente le isole Espiritu Santo (5000 km²), Malakula (2500 km²), Ėfaté (1100 km²), Erromango, Tanna e Aneityum; l'altro festone include i gruppi di Torres e di Banks e le isole Maéwo, Pentecôte, Ambrym ed Épi. Le isole sono di origine in parte corallina, in parte vulcanica; numerosi sono i coni vulcanici, di cui 3 tuttora attivi (su Tanna, Lopévi e Ambrym), con frequenti eruzioni talora accompagnate da terremoti. Compreso tra 13º e 21º di latitudine S, l'arcipelago ha clima tropicale umido e nel periodo tra dicembre-gennaio e marzo-aprile può essere investito da cicloni.

Territorio: geografia umana

La popolazione è composta prevalentemente da ni-vanuatu (98,7%), genti di ceppo melanesiano, e vive per ca. l'75% in villaggi rurali, per lo più ubicati nelle fasce costiere più fertili e coltivate. Il centro più importante è la capitale Port Vila, situata in un'ampia baia sulla costa sudoccidentale di Ėfaté e con funzione portuale e commerciale. La densità media della popolazione è di 19 ab./km².

Territorio: ambiente

La vegetazione è ovunque lussureggiante, con prevalenza di baniani, kauri (conifera del genere Agathis) ed essenze pregiate nelle foreste tropicali, mentre nelle isole meridionali, a clima più secco, si trovano aree prative proprie della savana; complessivamente, le foreste occupano il 36,1% del territorio nazionale, a lungo sacrificate per lasciar posto all'agricoltura o compromesse dai violenti cicloni che si abbattono sulle isole. La fauna nativa è piuttosto ridotta e comprende alcune specie di pipistrelli, un gran numero di uccelli, oltre a rettili, anfibi, coralli e pesci; cani, gatti, bovini, suini e ovini sono stati invece introdotti dagli europei. Oltre alla deforestazione, le isole sono interessare dall'innalzamento dei livelli dei mari che, accompagnato dalla scarsa stabilità dei terreni a causa dell'attività vulcanica e sismica, mette a rischio le riserve di acqua dolce. Non esistono parchi nazionali; ma sono presenti alcune zone di conservazione forestale, riserve marine e ricreative, che costituiscono il sistema di aree protette di Vanuatu e interessano lo 0,5% del territorio.

Economia

Nel 2008 il PIL di Vanuatu era di 573 ml $ USA, mentre quello pro capite di 2.442 $ USA; la maggior parte della popolazione si dedica all'agricoltura di sussistenza (mais, igname, manioca, taro, albero del pane, ortaggi e frutta), tuttavia le principali risorse economiche sono l'agricoltura commerciale (palme da cocco, da cui si ricava la copra, cacao, caffè e arachidi) e turismo. Importanti sono inoltre la pesca (grazie anche alla vendita delle licenze), lo sfruttamento forestale e l'allevamento (bovini, suini, caprini e volatili da cortile). Il settore primario contribuisce per il 14,4% alla formazione del PIL e occupa poco più del 33% della popolazione. § L'estrazione mineraria è ridotta: è presente una miniera di manganese, ormai in via di esaurimento, nell'isola di Ėfaté; nel Paese sono inoltre stati trovati oro, rame e petrolio (di cui non è ancora iniziata l'estrazione). § L'industria è scarsamente sviluppata, principalmente rivolta alla lavorazione di prodotti agroalimentari. Il secondario partecipa per l'8,5% al PIL. Negli anni Novanta del Novecento il governo ha cercato di diversificare l'economia, puntando principalmente sul turismo; sono inoltre in crescita i servizi finanziari offshore (sono in vigore alcune norme anti-riciclaggio). Il terziario contribuisce per il 77,1% alla produzione del PIL. § Modeste sono le vie di comunicazione; mancano le ferrovie e la rete stradale si aggira sul migliaio di km (1999); le comunicazioni avvengono soprattutto via mare e via aerea (principale aeroporto è Bauer Field nell'isola di Ėfaté). § In sviluppo il commercio, specie con l'estero; il Paese esporta soprattutto copra, cacao, caffè, kava, carne bovina e legname, mentre importa in prevalenza prodotti petroliferi e industriali vari, generi alimentari ecc. L'interscambio si svolge con Thailandia, India e Giappone per le esportazioni, e Australia, Singapore, Nuova Zelanda, Norvegia, USA, Figi, Cina e Nuova Caledonia per le importazioni; Vanuatu dipende ancora in maniera notevole dagli aiuti internazionali.

Storia

Scoperte nel 1606 dal portoghese Queiroz, le isole che formano l'arcipelago furono pressoché dimenticate sino al 1768 allorché furono visitate dal francese L. A. de Bougainville. Nel 1774, J. Cook diede loro il nome di Nuove Ebridi; ma solo agli inizi del sec. XIX arrivarono nell'arcipelago i primi missionari. Nel 1878, Francia e Gran Bretagna s'impegnarono a rispettare l'indipendenza delle isole ma la Francia, accogliendo le pressioni di una Società caledoniana delle Nuove Ebridi, fondata nel 1882, le incluse due anni dopo nella competenza del governatore della Nuova Caledonia. L'effettiva occupazione di due delle isole per reprimere disordini provocò l'intervento della Gran Bretagna. Dopo lunghe trattative, i governi di Londra e di Parigi firmarono la convenzione del 16 novembre 1887 che segnò l'inizio del cosiddetto condominio anglofrancese delle Nuove Ebridi. Ma l'accordo si rivelò fragile per cui Francia e Gran Bretagna stipularono il 20 ottobre 1914 una nuova convenzione che venne poi sostituita da un protocollo dello stesso anno, ratificato solo nel 1922. Durante la seconda guerra mondiale, le Nuove Ebridi costituirono una delle più importanti basi degli Alleati nel Pacifico contro il Giappone. Nel dopoguerra la dialettica politica locale si sviluppò intorno al problema della prepotente influenza che gli stranieri, americani in particolare, si accaparravano, con l'acquisto di terre, sulle isole. Nel 1971 il Nagriamel, uno dei primi partiti locali, presentò in proposito una petizione alle Nazioni Unite perché ponessero fine a tale prassi. L'anno seguente nacque il Partito nazionale (poi Vanuaaku Pati; VAP), filobritannico, cui si contrappose due anni dopo l'Unione delle comunità delle Nuove Ebridi, una formazione filofrancese. Le elezioni del 1975 segnarono la vittoria del VAP, riconfermata dalle elezioni del 1979. W. Lini, leader del VAP, venne eletto primo ministro. Nel giugno 1980, mentre venivano presi gli ultimi accordi con Francia e Gran Bretagna per l'indipendenza del Paese (proclamata il 30 luglio 1980), J. Stevens, leader del partito Nagriamel, capeggiò un tentativo di secessione dell'isola di Espiritu Santo, manovrato da interessi economici americani. La ribellione fu domata nel settembre dello stesso anno. L'anno successivo la nuova Repubblica di Vanuatu entrò a far parte delle Nazioni Unite. Durante gli anni Ottanta, le tensioni prodottesi all'interno del VAP portarono al distacco del suo cofondatore, Barak Sope, che fondò il Partito progressista melanesiano (1988). Nello stesso anno Sope fu illecitamente incaricato dal capo dello Stato, George Ati Sokomanu (alla guida del Paese dal 1980, confermato nel 1983 e nel 1987), di formare un governo ad interim. Nel giro di pochi giorni Lini riprese il controllo della situazione neutralizzando Sope, Sokomanu (entrambi condannati a severe pene detentive) e i loro principali alleati, con il sostegno giuridico della Corte Suprema di Vanuatu oltre all'appoggio politico dei governi dell'Australia e della Nuova Zelanda. Nel gennaio 1989, presidente della Repubblica fu nominato Fred Timakata. Un grande fermento politico ha quindi contrasseganto i primi anni Novanta con proposte di emendamenti costituzionali e la creazione di un nuovo partito (Partito nazionale unito; NUP) sotto la guida di Lini. Nel settembre 1991, in seguito al voto di sfiducia del Parlamento, Lini veniva sostituito da Donald Kalpokas al quale qualche giorno più tardi il congresso del VAP assegnava la presidenza del partito. Le successive elezioni politiche (dicembre 1991) vedevano l'affermazione dell'Unione dei partiti moderati (UPM), sostenuta dalla popolazione francofona il cui leader, Maxime Carlot, assumeva la guida del governo. Nel marzo 1994 Jean-Marie Leyé veniva eletto presidente della Repubblica. Nel settembre 1996 Carlot veniva però travolto da uno scandalo finanziario ed era costretto a cedere la carica a Serge Vohor, anch'egli dell'UPM, che formava un nuovo governo di coalizione. Nel marzo 1999 è stato eletto presidente John Bani, mentre alla guida di un governo di grande coalizione è stato collocato Barak Sope, sostituito poi nell'aprile del 2001 da Edward Natapei.

Cultura: generalità

Il legame con la terra, mezzo di sostentamento e soprattutto simbolo delle proprie origini, è la forza principale che ha permesso agli abitanti di Vanuatu di mantenere vive molte delle proprie consuetudini. Benché esistano differenze tra le isole dell'arcipelago, in generale nei villaggi i legami e le gerarchie sociali sono perpetuati, gli uomini si ritrovano ancora nel nakamal (casa degli uomini e fulcro della vita comunitaria) a bere kava, il più diffuso e forte distillato locale, e diverse delle celebrazioni rituali fanno riferimento a culti ancestrali, con tanto di leggende e adorazione di spiriti e demoni. Tra le altre celebrazioni principali, di cui alcune legate al ciclo stagionale e ai raccolti e altre a pratiche come la circoncisione, vi sono il Naghol, che prende il nome dal “rito-sport” del tuffo verso terra praticato sull'isola di Pentecôte (una sorta di bungee jumping rudimentale), e l'Independence Day, festeggiato il 30 luglio. Viva è la musica tradizionale suonata con strumenti in legno, come il tamtam e il flauto. In ambito letterario, oltre ad alcune pubblicazioni straniere che descrivono le vicende e le bellezze di Vanuatu o raccolgono storie e leggende locali, va citata l'opera di Grace Mera Molisa (1946-2002), scrittrice e attivista politica, tra le migliori autrici di tutta l'area melanesiana. Nella capitale sono presenti il quartiere francese e Chinatown, con edifici in stile e mercati con i prodotti locali. Reperti, documenti e manufatti relativi alla storia e alla cultura dell'arcipelago sono conservati nel National Museum, che ospita anche spettacoli, mostre e rassegne. Anche in campo cinematografico si registrano alcune interessanti produzioni, per lo più legate a temi ambientali e sociali, e qui hanno sede appuntamenti di richiamo per tutta l'area del Sud Pacifico, come il Tanna Film Festival; non mancano, inoltre, compagnie teatrali (come il Wan Smolbag Theatre). In Vanuatu è presente un sito dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, il Dominio del Capo Roi Mata (2008).

Cultura: arte

Nelle manifestazioni artistiche di Vanuatu prevalgono le cosiddette statue-palo, di grandi dimensioni, lignee o scavate nella felce arborea, e le maschere, realizzate in legno, argilla e materiali vari. La decorazione pittorica, di scarso rilievo, è applicata ai frontoni delle case di culto. Nella decorazione delle suppellettili ricorrono per lo più motivi geometrici. Arte fra le più diffuse e spettacolari è quella dei sand-drawings (disegni sulla sabbia), a cui, nel mese di maggio, viene dedicato il Malampa Sand Drawing and Arts Festival.

Bibliografia

Per la geografia

O. W. Freeman, Geography of the Pacific, Londra-New York, 1951; H. Deschamps, J. Guiart, Tahiti, Nouvelle Calédonie et Nouvelles Hébrides, Parigi, 1957; J. S. G. Wilson, Economic Survey of the New Hebrides, Londra, 1966.

Per la storia

Ch. A. Julien, Histoire de l’Océanie, Parigi, 1951; W. P. Morrell, Britain in the Pacific Islands, Londra, 1960; M. H. Larsen, Black Sand: New Hebrides, Londra, 1961.