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Vignanèllo

comune in provincia di Viterbo (18 km), 369 m s.m., 20,53 km², 4705 ab. (vignanellesi), patrono: san Biagio (3 febbraio).

Centro sul versante nordorientale dei monti Cimini. Appartenente alla Chiesa dal sec. VIII, fu dell'abbazia di San Paolo in Roma, ma nel 1172 si sottomise a Viterbo per passare, nel 1285, ai prefetti di Vico e poi ai Borgia (1500), ai Farnese (1531), agli Sforza-Marescotti (1536), per i quali fu eretto a contea e, infine, ai Ruspoli (sec. XVII).§ Il borgo medievale è dominato dall'imponente castello Ruspoli, rifatto nel 1575 su fondamenta del 1280: presenta torrioni quadrati angolari, grandiose muraglie medievali cinte da un ampio fossato con due ponti levatoi; lo straordinario giardino all'italiana fu creato nel sec. XVII. La parrocchiale di Santa Maria ha una grandiosa facciata a due ordini; l'interno, a una navata, custodisce diversi dipinti (tra cui uno attribuito ad Annibale Carracci) e un fastoso organo in stile barocco. La porta urbana è attribuita al Vignola.§ L'economia si basa sull'agricoltura con cereali, oliveti, pregiati vigneti DOC e, soprattutto, nocciole; vi si affiancano aziende artigiane attive nei settori edile e della lavorazione del legno e dei metalli. È frequentata meta turistica.

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