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Wigman, Mary

danzatrice, coreografa e insegnante di danza tedesca (Hannover 1886-Berlino 1973). Allieva di È. Jaques-Dalcroze, compì successivamente la propria formazione sotto la guida di R. Laban. Interprete di straordinario fascino e magnetismo personale, aveva debuttato alla vigilia del primo conflitto mondiale (1914) ma solo dopo la guerra poté raccogliere quello straordinario successo che fece di lei in breve tempo la più celebre e significativa esponente dell'espressionismo coreografico tedesco e una delle più originali e apprezzate figure del modernismo centroeuropeo. Insegnante di grande valore, ebbe fra i suoi allievi a Dresda, dove nel 1920 aveva aperto la prima delle sue numerose scuole, molti danzatori destinati a divenire esponenti di primo piano del movimento moderno. Fra questi H. Holm, G. Palucca, M. Wallmann, M. Terpis, H. Kreutzberg. Filiali della sua scuola furono aperte, dopo una fortunata tournée, anche negli Stati Uniti. Invisa ai nazisti, la Wigman fu allontanata dalla sua scuola di Dresda ma poté continuare l'attività di insegnante presso il Conservatorio di Lipsia, dove, finita la guerra, riaprì una sua scuola che poi fu trasferita a Berlino Ovest e che tornò in breve a essere un punto di riferimento per tutti i seguaci del movimento moderno. Fra le sue numerose creazioni, spesso eseguite con l'accompagnamento di semplici percussioni, ricordiamo Danza della strega (1914), Danze Estatiche (1918-19), Le sette danze della vita (1920-23), Visioni (per la Suite Spagnola, 1925), nonché le sue versioni dei Carmina Burana di C. Orff (1943 e 1955), di Orfeo e Euridice di C. W. Gluck (1947, poi 1961), dei Catulli carmina (1955) ancora di Orff, e de La sagra della primavera di I. Stravinskij (1957). Autrice dei volumi Deutsche Tanzkunst (1935), Die Sprache des Tanzes (1963) e di The Mary Wigman Book (postumo, 1973).