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modernismo (letteratura e arte)

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Letteratura

Movimento letterario sviluppatosi nei Paesi americani di lingua spagnola nei due ultimi decenni del sec. XIX e nei primi del sec. XX, ed estesosi in Spagna, in parte per esigenze e su premesse diverse da quelle degli ispano-americani, in parte per influenze americane, portate in Spagna soprattutto dal poeta Rubén Darío. Il modernismo sorse in opposizione alla retorica e all'ampollosità, al trito romanticismo, al classicismo stantio e al naturalismo, volle bandire dall'arte l'ovvio e il triviale, le frasi fatte e i sentimenti borghesi, e si propose di rinnovare il linguaggio, i metri e le forme. Cura della forma, stile raffinato ed elegante, cromatismo, sensualismo e vaghezze orientaleggianti furono i tratti caratteristici del primo modernismo che, specie in poesia, si preoccupò di eludere ogni descrizione degli aspetti quotidiani e delle inquietudini sociali per affermare aristocraticamente il concetto dell'arte per l'arte. Inizialmente i modernisti si valsero delle esperienze dei poeti francesi, da Baudelaire ai parnassiani e ai simbolisti, e di quelle degli scrittori statunitensi Walt Whitman ed E. A. Poe. Tuttavia non vi fu un forte legame tra i modernisti: solo i meno originali rimasero legati a tali influenze francesi e americane, mentre i più geniali le superarono presto. I cubani José Martí e Julián del Casal, i messicani Gutiérrez Najera e Díaz Mirón, il colombiano José Asunción Silva sono considerati gli iniziatori del movimento che il nicaraguese Rubén Darío, suo maggiore esponente, diffuse successivamente nel Cile, in Argentina, dove trovò in Leopoldo Lugones un geniale discepolo, e in Spagna, dove alcuni giovani della “generazione del '98”, animati da ideali simili ai suoi, gli furono per qualche tempo vicini: tra questi, Juan Ramón Jiménez, Miguel de Unamuno, Antonio e Manuel Machado, Valle-Inclán, Benavente e altre figure minori, come Salvador Rueda e Villaespesa. Una seconda generazione di modernisti americani, comprendente J. E. Rodó, H. Herrera y Reissig, G. Valencia, R. Blanco Fombona, B. Sanín Cano, J. Santos Chocano, Amado Nervo, E. González Martínez, seguì variamente le orme degli iniziatori, evolvendo dall'estetismo alla scoperta di una letteratura nazionale, legata a temi ed esperienze storiche specifiche. La splendida fioritura poetica ispano-americana si è prolungata fino ai nostri giorni grazie ad autori di diversa personalità – da Gabriela Mistral a Pablo Neruda, dalla Ibarbourou alla Storni, da López Velarde a Huidoloro, a Vallejo, a Borges – che, almeno inizialmente, hanno sentito l'influenza del modernismo. § Con lo stesso nome si designa un movimento letterario e artistico brasiliano, sorto a San Paolo nel 1922 sotto l'influsso delle idee di Apollinaire e di Marinetti, e con la partecipazione di Blaise Cendrars alla famosa “settimana d'arte moderna” organizzata dagli scrittori Mário e Oswald de Andrade, dai pittori Tarsila e Di Cavalcanti, dal musicista Villa-Lobos ecc. Il modernismo ha avuto un influsso decisivo sulla letteratura brasiliana liberandola dalle ultime scorie parnassiane e naturaliste, svincolando la lingua dalla sintassi portoghese arcaica, sviluppando una tematica fortemente nazionale (fino all'estremismo, come nel gruppo detto degli “antropofagi”).

Arte

Aspetto particolare dell'Art Nouveau meno noto e studiato di altri (qualora si prescinda dalla personalità di A. Gaudí), affermatosi precocemente e con caratteri originali rispetto ad altre aree europee. Si sviluppò con grande densità in Catalogna, con centro vitale a Barcellona, ma con estensione capillare (Gerona, Valencia, Maiorca e centri minori), trovando le proprie motivazioni nella compattezza economica e culturale della regione, fatti che sono alla base della volontà di creare un nuovo stile, autonomo, nazionale. Gli inizi del movimento si possono collocare tra il 1880 e il 1885, con un gruppo di opere architettoniche, tra cui spiccano la casa Vicens di Gaudí (1880) e l'edificio della casa editrice Montaner y Simón di L. Doménech y Montaner (1881-85), entrambe a Barcellona, mentre l'apparizione ufficiale del nuovo stile avvenne in coincidenza dell'Esposizione universale di Barcellona del 1888, con il caffè-ristorante di Doménech (1888, ora Museo di Zoologia) e il palazzo Güell di Gaudí (1889, ora Museo del Teatro). Il periodo di maggior sviluppo dell'architettura modernista catalana, che toccò la punta massima nel decennio 1900-10, si estese fino al 1914, ma con propaggini ancora lungo tutti gli anni Venti, con una continuità vitale difficilmente riscontrabile in altre aree europee. Il modernismo catalano si caratterizza insieme per i suoi legami con lo storicismo eclettico precedente, per la libera e originale interpretazione di elementi di tradizione locale (uso del mattone a vista, delle mattonelle maiolicate di gusto mudéjar, del ferro battuto, della terracotta), e per l'adattamento intelligente ed estroso di motivi dell'Art Nouveau di area franco-belga. Se le due personalità di maggior rilievo furono in tale percorso Gaudí e Doménech y Montaner, altri architetti sono da ricordare, tra cui almeno Joseph Puig y Cadafalch, Pere Falqués, Bernard Martorell, Jeroni F. Granell. Notevole sviluppo ebbero anche le arti applicate, sia in ambiti tradizionalmente prediletti (ferro battuto, ceramica, mosaico decorativo), sia nella grafica del cartellone e dell'illustrazione e nei vari aspetti dell'arredamento, campo in cui si distinsero ebanisti come Gaspar Homar, Alejo Clapés e Juan Busquets, che arricchirono motivi di derivazione franco-belga col gusto fastoso e coloristico tipico della tradizione spagnola. "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 9 pp 94-113" "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 9 pp 94-113"

C. Vian, Il Modernismo nella poesia ispanica, Milano, 1955; R. Silva Castro, Antología crítica del Modernismo, New York, 1963; P. Gimferrer, Antología de la poesía modernista, Barcellona, 1969; R. Yahni, Prosa modernista hispanoamericana, Madrid, 1974; A. W. Phillips, Temas del Modernismo hispánico, Madrid, 1975; G. Cianci (a cura di), Modernismo/modernismi, Milano, 1991.